Dottorandi e Alumni

Il corso di dottorato DiLLeS accoglie studenti italiani e stranieri. Al momento, conta 40 dottorandi, di cui 5 in cotutela con altri corsi di dottorato in Europa e nel mondo.

Dottorandi del Primo Anno (XXXIX Ciclo)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott.ssa María Helena Fernández Serrano

mariahelena.fernandezserrano@phd.unipi.it

Un abanico de llamas: análisis y comentario de la poesía ultraísta y libertaria de Lucía Sánchez Saornil

[L-LIN/05]

 

Il progetto intende analizzare la produzione poetica di Lucía Sánchez Saornil, poetessa, giornalista e anarco-sindacalista femminista spagnola, attiva soprattutto nel primo terzo del XX secolo con pubblicazioni su riviste letterarie di diverso respiro ed orientamento –provinciali, moderniste, avanguardiste, anarchiche, femministe-. Lo studio prenderà in considerazione le composizioni poetiche legate al movimento spagnolo d’avanguardia dell’Ultraísmo, del quale Saornil fu l’unica voce femminile, e le composizioni che traggono ispirazione dall’attivismo socio-politico dell’autrice. Con l’obiettivo di mettere in luce il valore estetico-letterario e non solo pioneristico e militante della sua opera, la ricerca si focalizza innanzitutto sull’analisi del testo poetico, mediante un approccio critico di tipo filologico e stilistico. Infine, lo studio, elaborato in lingua spagnola, non trascurerà gli apporti dei social studies e dei gender studies per inquadrare anche in chiave politico-sociale la produzione poetica dell’autrice nelle dinamiche che caratterizzano le riviste spagnole nel periodo di riferimento.

Prof. E. Di Pastena (supervisore) – Prof.ssa F. Cappelli (co-supervisore)

 

Dott.ssa Maria Giardina 

maria.giardina@phd.unipi.it

Tempo, linguaggio e visione del mondo: uno studio del tempo e delle tecniche di composizione ricorsive nell’ultimo poema di T. S. Eliot

[L-LIN/10]

 

Il progetto di dottorato intende realizzare un lavoro di ricerca funzionale alla produzione di una nuova edizione critica dei Four Quartets di T. S. Eliot, in lingua italiana e in linea con i contributi critici internazionali. Il lavoro si propone di indagare nuove linee interpretative, che mettano in evidenza l’apertura testuale e l’attualità dell’ultimo poema eliotiano. Obiettivo principale della ricerca è l’approfondimento del tema temporale, la cui complessità caratterizza l’opera da un triplice punto di vista, formale, tematico e meta-testuale. Il tempo verrà indagato in virtù della sua funzione polivalente e strutturante, la quale intesse relazioni fra le dimensioni di temporalità, linguaggio e visione organica del mondo. A livello metodologico, la teoria letteraria sarà impiegata nell’analisi dello schema compositivo del poema, fondato sulle immagini ricorrenti. Si intende poi analizzare i rapporti fra temporalità, Storia e linguaggio, per sondare i legami fra le scelte linguistiche e il tentativo, su un piano filosofico, di scongiurare la disillusione del mondo moderno. Partendo dalle riflessioni su tali legami, si vuole esaminare il parallelismo fra dimensione scritta e lettura del testo, composizione dell’opera e ricezione della stessa. Ci si propone di indagare, infine, i punti di contatto fra la concezione temporale eliotiana e quella presente in altre opere letterarie coeve.

Prof. F. Ciompi (supervisore) – Prof.ssa L. Giovannelli (co-supervisore)

 

Dott.ssa Teresa Lombardi

teresa.lombardi@phd.unipi.it

Le relazioni culturali tra la penisola italiana e il gran principato di Mosca tra il XV e il XVI secolo: itinerari, protagonisti, testimonianze

[L-LIN/21]

 

Il presente progetto di ricerca si propone di contribuire a ricomporre una panoramica dei rapporti tra gli Stati della penisola italiana e la Moscovia nel periodo a cavallo tra XV-XVI sec., nelle loro declinazioni politicodiplomatiche, ma anche e soprattutto culturali – letterarie, artistiche e architettoniche. Ciò mirerà anche ad evidenziare la vicinanza della temperie culturale moscovita del tempo con l’Umanesimo e il Rinascimento italiano, di cui si sta attualmente occupando una fetta importante della comunità scientifica di ambito slavistico. L’influenza dell’Italia umanista e rinascimentale sul gran principato di Mosca, infatti, risulta evidente in campo letterario – con le massicce traduzioni di testi latini e greci di ambito ecclesiastico – e architettonico – furono gli architetti italiani a costruire il Cremlino di Mosca. Allo stesso tempo, nelle opere letterarie – trattati etno-geografici – e artistiche – la Dama con l’ermellino – italiane, emerge un interessamento tutto rinascimentale verso l’ancora poco nota terra russa. Pertanto, a partire dalla letteratura scientifica attuale, attraverso un censimento delle fonti coeve edite e inedite, si compileranno due inventari, uno dei personaggi artefici di questi rapporti e l’altro delle loro testimonianze, con l’obiettivo di compiere un primo passo nella realizzazione di una visione di insieme che ad ora invece manca. Tramite questi inventari sarà anche possibile mettere in luce i momenti storici di contatto più rilevanti, la natura stessa degli scambi, la loro unilateralità o reciprocità in determinati ambiti. Infine, saranno selezionate e studiate approfonditamente una serie di testimonianze rappresentative, al fine di fornire uno spaccato del quadro storico e culturale come venne percepito dai contemporanei.

Prof.ssa F. Romoli (supervisore) – Prof. M. Sabbatini (co-supervisore)

 

Dott.ssa Camilla Predieri

camilla.predieri@phd.unipi.it

Gli adattamenti teatrali di Albert Camus: una traduzione intersemiotica e interlinguistica

[L-LIN/03]

 

Il progetto intende fornire un’analisi completa degli adattamenti teatrali operati da Albert Camus. Più in particolare, si propone di offrire un approfondimento e una spiegazione dettagliata di ciascuna trasposizione per la scena. Lo studio si concentrerà sulla portata letteraria delle opere originali, per poi focalizzarsi sulla variante proposta dall’autore franco-algerino. Si ragionerà anche sui drammi pubblicati postumi e sulle pièce che, pur non essendo dichiaratamente adattamenti, sembrerebbero però fortemente ispirate a testi precedentemente redatti. Godranno di particolare attenzione le variazioni contenutistiche delle trame, il processo di traduzione intersemiotica attuata dal drammaturgo nel passaggio da un genere letterario all’altro e la traduzione interlinguistica: Albert Camus ha infatti adattato opere di autori, epoche e lingue differenti. Nel nostro elaborato, il corpus principale per valutare la traduzione interlinguistica verterà sugli adattamenti Un cas intéressant, Requiem pour une nonne e Caligula: le trame proverrebbero rispettivamente da testi di Dino Buzzati, William Faulkner e Gaio Svetonio Tranquillo e farebbero dunque riferimento a una traduzione dall’italiano, dall’inglese americano e dal latino. Al tempo stesso, si cercherà di delineare aspetti comuni e segnalare le divergenze interne all’attività di adattamento di Albert Camus, per tentare un’unità e un’indagine generale ed esaustiva del fenomeno. Infine, si valuterà la ricezione delle opere originali e adattate nel panorama culturale del tempo.

Prof.ssa B. Sommovigo (supervisore) – Prof.ssa A. Sanna (co-supervisore)

 

CURRICULUM LINGUISTICO

Dott.ssa Bianca Abbà

bianca.abba@phd.unipi.it

Incontri vocalici interni ed esterni: discrepanze e continuità

[L-LIN/01]

 

Il presente progetto di dottorato nasce dalla lacuna in letteratura di studi dettagliati, sia qualitativi che quantitativi, sulle differenze tra iato e dialefe e dittongo e sinalefe. Lo studio prende le fila da lavori precedenti che approfondiscono le differenze tra dittonghi ascendenti e discendenti e tra dittonghi e iati; partendo dai risultati ottenuti ne riprende anche i metodi. L’analisi del fenomeno verrà basata su un corpus costituito da registrazioni di tre diversi stili di parlato, differenziati rispetto all’asse diafasico: il parlato letto formale, il parlato letto informale e il parlato spontaneo, ottenuto grazie alla rielaborazione libera del testo informale. I dati acquisiti saranno utilizzati per studiare gli incontri vocalici interni ed esterni: per individuare possibili predittori delle diverse realizzazioni nel caso di incontri vocalici esterni e per studiare le differenze tra le realizzazioni interne ed esterne dell’esito tautosillabico ed eterosillabico degli incontri vocalici. Il progetto ha quindi lo scopo di arricchire il panorama di conoscenze che trattano gli incontri vocalici per permettere di raggiungere una simmetria nelle informazioni che abbiamo riguardo il loro comportamento sia in un contesto più normato, come quello interno, che in un contesto strettamente legato ad altre caratteristiche dell’eloquio, come quello esterno.

Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)

 

Dott. Alessio Agolino

alessio.agolino@phd.unipi.it

I dialetti di Scicli e Modica a confronto

[L-LIN/01]

 

Il progetto è finalizzato allo studio delle differenze fonetiche tra il dialetto di Scicli e quello di Modica. Nonostante la vicinanza geografica tra le due città, i rispettivi dialetti sembrano mostrare delle divergenze riguardanti l’esito di alcuni nessi consonantici latini. In particolare, il dialetto di Scicli presenterebbe alcuni tratti fonetici che lo differenzierebbero dagli altri dialetti della Sicilia sud-orientale e che farebbero di Scicli una enclave linguistica. Tra i nessi latini oggetto di studio vi sono quelli che in siciliano sono solitamente soggetti a fenomeni di palatalizzazione (-BL-, -PL-, -GL-, -CL-, -TL-, -LJ-, -BJ-, -VJ-, -DJ-, -TJ-, C, G + E, I). Per alcuni di questi nessi i due dialetti presentano degli esiti diametralmente opposti: se a Modica -CL-, -PL-, -TL- danno un esito affricato [t(ː)ʃ], per es. PLUMBUM > [ʧ]ummu ‘piombo’, MACULA > ma[tːʃ]a ‘albero’, a Scicli si trova [kj]ummu o [c]ummu e ma[kːj]a o ma[cː]a, ovvero un’articolazione che oscilla tra una velare coarticolata e un’occlusiva palatale. Parimenti, se per i nessi del tipo C + yod a Modica l’esito è un’occlusiva palatale sonora [ɟː], per es. CAVEA > ca[ɟː]a ‘gabbia’, il dialetto sciclitano risponde con un’affricata [dːʒ], per cui si avrà ca[dːʒ]a. Intendiamo, inoltre, analizzare anche gli esiti sibilanti in corrispondenza di -STR- e /rː/, come in STRATA > [ʂː]ata, FERRUM > fie[ʂː]u, e il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica /s/ → [ʃ] /_C, per es. [ʃ]tiḍḍa ‘stella’, [ʃ]cupa ‘scopa’, [ʃ]pertu ‘furbo’, che interessa tutta la Sicilia sud-orientale. Per le finalità del progetto di ricerca è prevista un’inchiesta dialettale destinata al reperimento del materiale audio e di un numero sufficientemente ampio di dati, per poter condurre un’accurata analisi acustica e statistica. Particolare attenzione verrà data agli aspetti sociolinguistici, come l’età e il genere, con l’obiettivo di documentare eventuali mutamenti non solo sul piano diastratico e sincronico, ma anche sul piano diacronico (apparent time hypothesis). Infine, i fenomeni presi in esame verranno inquadrati all’interno delle teorie fonologiche più recenti, in particolare il modello CVCV. Lo statuto sillabico della sibilante implicata sarà oggetto di studio, per comprendere fino a che punto e in che misura il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica possa rappresentare una spia di extrasillabicità. Saranno studiati in chiave fonologica anche i processi di palatalizzazione, la cui analisi è finalizzata allo studio dell’incidenza dei fattori posizionali e/o melodici sulla base delle evidenze fonetiche e della scansione eterosillabica dei nessi C + yod. L’eterosillabicità di /j/ in questi nessi è stata impiegata in letteratura per spiegare il fenomeno di Coda Mirror e i processi di palatalizzazione mediante il rafforzamento di yod nell’evoluzione dal latino alle lingue romanze. Il progetto mira a fornire ulteriori evidenze a sostegno di questo fenomeno.

Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)

 

Dott.ssa Valeria De Rose

valeria.derose@phd.unipi.it

L’aoristo in -ην nel greco postclassico tra medialità e usi passivi: dalla Bibbia dei LXX al Nuovo Testamento.

[L-LIN/01]

 

Il progetto è volto ad indagare quali siano i principi che soggiacciono all’organizzazione funzionale dell’aoristo in -ην nella Bibbia dei LXX e nel Nuovo Testamento, al fine di far luce sulla convergenza funzionale di usi mediali e passivi che caratterizza tale aoristo nel greco postclassico (cf. Swete 1914, Browning 1983, Conybeare & Stock 1988, Horrocks 2010, Voitila 2016). L’originaria funzione prototipica dell’aoristo in -ην risiede nella codifica dell’anticausativo (Romagno 2014): i valori passivi, riflessivi e temporali sono epifenomeni di tratti verbali incompatibili con una rappresentazione anticausativa dell’evento (cf. Romagno 2010, 2021). Dal momento che la progressiva evoluzione del sistema verbale greco mostra una sovrapposizione tra diatesi media e passiva, si intende esaminare le proprietà funzionali delle forme di aoristo in -ην del greco biblico per dar ragione dei percorsi del mutamento di questa categoria morfologica (cf. Lazzeroni 2005). Pertanto, si ritiene necessario procedere su più fronti: in primo luogo, attraverso l’analisi funzionale degli aoristi in -ην nella LXX, in un confronto sistematico con l’ebraico biblico, con particolare riferimento alla categoria verbale del niphal. Ciò consentirà anche di dar ragione dell’eventuale influsso esercitato dall’ebraico e dall’aramaico sulla resa greca del testo biblico. In secondo luogo, verranno analizzati i dati offerti dal Nuovo Testamento (cf. Blass, Debrunner & Funk 1961, Janse 1998, 2002, 2007, 2014, Mancini 2013). Si intende, dunque, fornire un quadro teorico omogeneo per l’interpretazione funzionale, da un lato, della convergenza di medio e passivo nel sistema verbale greco in epoca postclassica, dall’altro, dei principi soggiacenti al percorso di tale mutamento.

Prof.ssa D. Romagno (supervisore) – Prof. P.G. Borbone (co-supervisore)

 

Dott. Mattia Proietti

mattia.proietti@phd.unipi.it

Modelli di Intelligenza Artificiale per l’analisi semantica automatica dei testi della Pubblica Amministrazione con particolare riferimento ai testi giuridici

[L-LIN/01]

 

Lo studio si propone di sperimentare le più recenti tecniche computazionali per analizzare le competenze
linguistiche di comprensione (Natural Language Understanding) e produzione (Natural Language Generation)
esibite dai cosiddetti Large Language Models (LLM) per valutarne specificamente le abilità nell’applicazione a testi redatti in varietà settoriali afferenti alla Pubblica amministrazione e al dominio giuridico. In particolare, si valuterà la capacità dei LLM di generare rappresentazioni linguistiche coerenti e di estrarre e/o generare informazioni pertinenti rispetto a testi di settore. Si sperimenteranno altresì metodologie per incrementare e raffinare le dette abilità attraverso l’integrazione di conoscenza specifica e l’adattamento linguistico al dominio di interesse. Il progetto si articolerà lungo due direttrici principali, una volta al reperimento e, quando necessario, alla creazione di risorse linguistiche specifiche per la varietà oggetto di esame, l’altra incentrata sulla scelta, la valutazione e il raffinamento di Language Models per la loro applicazione a casi d’uso specifici di varia natura e compiti linguistici di diversa complessità nell’ambito del dominio di riferimento.

Prof. A. Lenci (supervisore) – Prof. L. Passaro (co-supervisore)

 

Dott.ssa Olga Kobzeva

olga.kobzeva@phd.unipi.it

La lingua del diritto in traduzione: “estraniare” o “addomesticare”? Analisi linguistica, contrastiva e traduttiva dei testi giuridici fra italiano e russo

[L-LIN/21]

 

Il presente progetto di ricerca intende indagare la natura complessa del testo giuridico e si articola nell’esaminare i tratti linguistici e testuali, quali la trasparenza, la mono-/polisemia, la (non)universalità del concetto giuridico, il carattere performativo dell’unità normativa. Si esaminano inoltre l’economia linguistica (nonché ridondanza) e le strategie del parlante, utilizzate nel lessicalizzare un concetto giuridico, per attribuirgli un carattere prescrittivo. Il progetto propone un nuovo metodo di ricerca che contribuirà a rivalutare la macrofunzione comunicativa del messaggio giuridico, dove verrà privilegiato il suo elemento pragmatico. Così lo studio si focalizzerà sulla (neuro)percezione del messaggio, dal punto di vista del recipiente comune, ovvero sulla (neuro)percezione delle strutture superficiali e profonde dell’unità giuridica, fino ad ora non essendo stato l’oggetto della ricerca. Attraverso un’analisi linguistica contrastiva dei testi normativi tra l’italiano, il francese e il russo, verranno delineate convergenze e divergenze nella codifica giuridico-concettuale. In tale ottica si studierà il ruolo del traduttore nel suo approccio a estraniare oppure ad addomesticare, nei testi vincolanti, ovvero nell’adottare le due strategie offerte dalla Translation Studies,  e ci si interrogherà su quale strategia dovrà essere privilegiata, nonché sulle ragioni di tale scelta. In ultima istanza verranno sintetizzati errori traduttivi, ovvero mistakes e errors, e le loro cause. La mia ricerca, che sarà altresì di carattere applicato, si baserà sui dati empirici, e mira a proporre nuove cause di errori traduttivi, determinate da fattori cognitivi e folk linguistici.

Supervisore: Prof.ssa Viktoria Lazareva – Co-supervisore: Prof.ssa Luisa Ruvoletto

Dottorandi del Secondo Anno (XXXVIII Ciclo)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott.ssa Elena Bastianoni
elena.bastianoni@phd.unipi.it
La narrativa della pandemia a salvaguardia del patrimonio culturale: il caso della letteratura anglofona
[L-LIN/10]

Il presente progetto di ricerca esplorerà alcune delle rappresentazioni più significative del fenomeno pandemico nella letteratura anglofona, tracciando un percorso che si estenderà a partire dal XIX secolo fino alla contemporaneità. Considerando il concetto di memoria culturale formulato da Assmann e l’importanza delle digital humanities nella ripresa dal fenomeno pandemico, questo studio indagherà come la letteratura anglofona abbia rappresentato pandemie immaginarie o realmente accadute ricoprendo un ruolo fondamentale nella tutela del patrimonio culturale, in vista della creazione di un atlante della pandemia in formato digitale. Esaminando le opere di Margaret Atwood, Meg Mundell e Emma Donoghue, rispettivamente The Year of the Flood, The Trespassers e The Pull of the Stars, si tenterà di individuare nella letteratura anglofona di tema pandemico come un punto di osservazione privilegiato dal quale studiare il legame tra ecologia danneggiata e pandemia, con particolare attenzione all’ecocritica e al genere distopico. Indagando le nozioni di trauma e guarigione psicofisica, il progetto esplorerà il ruolo della letteratura anglofona di tema pandemico come un potente mezzo per diffondere consapevolezza del trauma inflitto dalla pandemia, offrendo soluzioni pratiche in momenti di crisi e promuovendo l’importanza di cooperazione e solidarietà, unitamente al rispetto per l’ambiente e la promozione di una pacifica coesistenza tra tutti gli esseri viventi che popolano la terra.

Supervisore: prof.ssa Biancamaria Rizzardi, prof. Fausto Ciompi

Dott. Angel Antonio De Oliveira Amata 
a.deoliveiraamata@studenti.unipi.it
Reimagining Literature: A Comparative Analysis of Novels and Graphic Novels.
[L-LIN/10]

Il presente progetto si propone l’obiettivo di analizzare una selezione di opere dell’Ottocento letterario anglofono attraverso il medium delle graphic novels. La ricerca, che interseca i campi degli adaptation studies e dei comics studies, intende appuntare l’attenzione sul profondo legame tra il mondo letterario e quello del racconto grafico, dalle influenze moderniste dei primi decenni del Novecento al transmedia storytelling contemporaneo. Lo studio si focalizzerà su diversi aspetti di critica letteraria e analisi del testo: da un lato, esso consentirà di affrontare questioni di carattere teorico — semiotico e narratologico — che investono le problematiche connesse con il passaggio dal medium linguistico a un prodotto ibrido come la graphic novel, in cui s’intrecciano diversi linguaggi; dall’altro, permetterà di considerare le più ampie implicazioni culturali insite nell’appropriazione dei classici della letteratura, testi canonici appartenenti alla cultura highbrow più tradizionale, da parte di un genere inequivocabilmente ascrivibile, almeno fino a una certa altezza temporale, alla cultura popolare, che si è progressivamente conquistata una posizione centrale nel dibattito critico contemporaneo dai pronunciamenti di Umberto Eco fino ai cultural studies.

Supervisori: prof.ssa Roberta Ferrari, prof.ssa Sara Soncini

Dott.ssa Alessia Guidi
alessia.guidi@phd.unipi.it
Pars construens della fantascienza al femminile: esperienze di confine, ibridismo ontologico e spazi dell’alterità
[L-LIN/10]

Il presente studio intende delineare le strategie retorico-comunicative, le valenze simbolico-archetipiche e le cifre stilistiche della letteratura utopico-distopica e fantascientifica a firma femminile appartenente al contesto anglo-americano della seconda metà del Novecento. Particolare attenzione sarà rivolta alla conformazione dei fictional worlds che, nel loro offrire prospettive alternative rispetto all’universo fenomenico, rivelano alcuni aspetti occulti del reale e dell’essere. Dopo un’attenta analisi intorno a scenari idilliaci o catastrofici di natura fantasiosa, proiettati nel futuro o estrapolati da tempi remoti, la ricerca si propone di ampliare gli orizzonti conoscitivi del lettore attraverso un’esplorazione del “paesaggio enigmatico” della mente del personaggio che mai prescinde dall’immaginario antropologico. In quest’ottica, l’indagine mira a rimarcare in modo chiaro l’interrelazione fra (ri)configurazione dell’identità, ibridismo ontologico e creazione di mondi paralleli. Riflettere sul rapporto tra novum, riproduzione e trasfigurazione della realtà e ricezione del testo consentirà sia di valorizzare le potenzialità critiche del genere fantascientifico a firma femminile, sia di esplorare le varie declinazioni dell’umano a partire da una prospettiva che tiene conto della complessità, delle omologie e al contempo della singolarità di ciascuno di noi.

Supervisori: prof.ssa Laura Giovannelli, prof.ssa Simona Beccone (docente esterno al dottorato)

Dott. Andrea Lupi
andrea.lupi@phd.unipi.it
“You must not deny the body”: Corporeal Encounters in T. S. Eliot’s Writings
[L-LIN/10]

Il presente progetto di ricerca intende esaminare la rilevanza della sfera corporea e della sua interazione con la realtà all’interno delle opere di T. S. Eliot, includendo la sua produzione poetica, critica e drammatica. Attraverso un’analisi di una selezione di testi primari e della relativa letteratura critica, il mio progetto dottorale sostiene l’esistenza di una correlazione tra corporeità e letteratura nel modernismo, e in particolare in Eliot, esplorata qui in termini sia critici che estetici. Facendo riferimento ad un’idea di corpo come elemento performativo e interrelazionale, il progetto contribuirà all’attuale rivalutazione e rilettura dell’opera eliotiana, restituendo un’ulteriore chiave di lettura, fino ad ora solo parzialmente riconosciuta dalla critica, e facendo luce sulla complessità e pluralità di esperienze e temi mediati dal corpo, tra cui l’epistemologia, il genere e la sessualità, il rapporto con il non-umano. Ci si interrogherà quindi su come Eliot si relazioni con la questione della corporeità nei suoi scritti, su quale comprensione del rapporto tra corpo e mondo ne emerga, e in che modo l’autore interagisca con il dibattito culturale e scientifico a lui contemporaneo circa la natura e il funzionamento del corpo.

Supervisori: prof.ssa Laura Giovannelli, prof. Fausto Ciompi

Dott.ssa Caterina Russo
caterina.russo@phd.unipi.it
L’esilio nella letteratura spagnola del Secolo d’Oro
[L-LIN/05]

Il progetto di ricerca intende offrire uno studio sull’esilio nella produzione letteraria del Secolo d’oro spagnolo, in relazione alla categoria del destierro. In prima istanza si definisce lo stato dell’arte dell’esilio come tema letterario, a partire dagli strumenti forniti dalla critica tematica. In seguito, si fissa l’oggetto della ricerca, delimitando una serie di categorie funzionali per l’analisi critica dei casi letterari di riferimento. Infine, viene presentato il corpus testuale, indicando i risultati attesi della sua analisi in chiave tematica. Per quanto riguarda il tema, il termine destierro (privazione della terra, come dimostra il suffisso proprietario des-), fa riferimento all’istituzione giuridica, di evidente carattere coercitivo, che prevedeva un allontanamento spaziale dal luogo di residenza, per ristabilire l’equilibrio dei poteri. Attualmente, si evidenzia la mancanza di uno studio tematico relativo a questa modalità del tema. Si tenterà, quindi, di offrire un’analisi critica degli aspetti più puramente filologico-letterari, ma da una prospettiva globale e trasversale che possa, inoltre, toccare diversi settori di ricerca (ad esempio questioni di carattere socioculturale o politico-filosofico).

Supervisori: prof. Enrico Di Pastena, prof.ssa Federica Cappelli

CURRICULUM LINGUISTICO

Dott. Matteo Berni (XXXVII ciclo)
matteo.berni@phd.unipi.it
[L-LIN/09] I lusismi in italiano dal XVI secolo ai giorni nostri

La mia ricerca utilizza i lusismi attestati nei principali dizionari monolingui dell’italiano e del portoghese, risalenti a un arco cronologico che va dal XVI secolo ai giorni nostri, per ricostruire i fenomeni storici che hanno comportato il contatto tra queste due lingue romanze durante questo periodo di tempo. La frequenza di lusismi selezionati in corpora dell’italiano sarà comparata con la frequenza dei rispettivi etimi in corpora del portoghese tramite SketchEngine. Ulteriori nozioni sulle fonti testuali dei prestiti saranno approfondite per mezzo di studi filologici sui testi e sui loro autori. Successivamente, saranno comparati i lemmi del lusismo e dell’etimo in dizionari monolingui per identificare le accezioni più frequenti di ciascun termine nelle due lingue a contatto. Sarà tenuta in considerazione ogni variante distopica del portoghese; tuttavia, l’italiano sembra aver accettato un maggior numero di prestiti dalla variante brasiliana rispetto a quella europea, come dimostrato dall’alta frequenza di cognomi italiani presso la popolazione brasiliana e dalla diffusione del dialetto veneto “Talian” nella zona del Rio Grande meridionale, per un totale di 500.000 parlant. Dunque, diverse fasi e tipologie di contatto linguistico saranno analizzate col supporto di fonti storiche, corpora, e una ricostruzione filologica dei testi in portoghese brasiliano risalenti a questo arco cronologico. Questo studio integra gli studi di linguistica areale della tradizione romanistica con una nuova prospettiva sul contatto tra la cultura italiana e quella portoghese, separate da una significativa distanza geografica, e sui contatti tra domini linguistici della Románia con aree linguistiche della Románia Nuova.

Supervisore: prof.ssa Monica Lupetti.

Dott.ssa Paola Esposito
paola.esposito@phd.unipi.it
Il futuro tra temporalità e modalità: i percorsi della tipologia diacronica
[L-LIN/01]

Il progetto si propone di analizzare, nell’ottica della tipologia diacronica, la grammaticalizzazione della morfologia del futuro in arabo classico e in alcune varietà arabe del Maghreb. A fronte dei processi di grammaticalizzazione attualmente riconosciuti in tale ambito di studi, sarà vagliata la possibile esistenza di percorsi alternativi, con particolare riferimento alle fonti lessicali da cui le lingue sviluppano la morfologia del futuro. A tale scopo, l’indagine prevede un ampliamento della base dei dati sia sull’asse diatopico che su quello diacronico, attraverso l’inclusione di varietà per lo più sottorappresentate negli studi tipologici condotti su questo argomento. L’obiettivo sarà perseguito prestando particolare attenzione alle funzioni modali che possono essere codificate dai morfemi di futuro: tali funzioni costituiscono una fondamentale indicazione per far luce non solo sui meccanismi semantici che soggiacciono allo sviluppo di valori futurali, ma anche sulla natura di questa categoria linguistica intrinsecamente ambigua.

Supervisori: prof. Francesco Rovai, prof. Daniele Mascitelli (docente esterno al dottorato)

Dott.ssa Agnese Lombardi
agnese.lombardi@phd.unipi.it
Neural Language Model arricchito con rappresentazioni di semantica lessicale e implicazioni cognitive
[L-LIN/01]

Il progetto ha lo scopo di creare un Neural Language Model basato su Transformer che arricchisce le rappresentazioni semantiche che vengono acquisite automaticamente durante l’addestramento, con informazioni di semantica lessicale. Le rappresentazioni arricchite saranno costruite utilizzando dei grafi che estraggono le informazioni da corpora parsificati, usando le dipendenze sintattiche come approssimazioni delle proprietà semantiche. L’ipotesi è che queste rappresentazioni arricchite determinino un miglioramento nell’elaborazione di task che richiedono una complessa composizionalità semantica. Il modello verrà, successivamente, ritoccato in modo da eseguire task con diverse possibili applicazioni reali. Infine, il modello verrà valutato proprio nell’elaborazione di diversi task linguistici, comparandone la performance con quella dei parlanti sugli stessi task.
In generale, il progetto, vuole apportare un contributo allo stato dell’arte su tre prospettive. Prima tra tutte, quella computazionale, migliorando il modo in cui questi modelli gestiscono la composizionalità semantica. La seconda è quella linguistica, perché il progetto si propone di chiarire come le proprietà semantiche considerate interagiscono tra di loro e come vengono utilizzate dai parlanti per il completamento di task morfosintattici. L’ultima prospettiva è quella cognitiva, in quanto la correlazione tra i risultati collezionati dal modello e quelli raccolti dai parlanti, ci permetterà di definire se il modello può essere considerato anche un modello cognitivo di processamento del linguaggio naturale.

Supervisori: prof. Alessandro Lenci, prof.ssa Domenica Romagno

Dottorandi del Terzo Anno (XXXVII Ciclo)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott. Pierpaolo Amenta
p.amenta@studenti.unipi.it
Tradurre il Marocco letterario di espressione francese tra XX e XXI secolo: Elisa Chimenti, Driss Chraïbi e Mahi Binebine. Per uno studio sull’eterolinguismo e sulla fraseologia transculturale.
[L-LIN/03]

Il presente progetto di ricerca si prefigge l’obiettivo di mettere in risalto le modalità con cui, nel processo traduttivo, l’eterolinguismo e il contatto tra lingue e culture genera un arricchimento linguistico-culturale nell’idioma d’arrivo, segnatamente in italiano per mezzo della comparazione con lo spagnolo e l’inglese.
L’oggetto di studio è un corpus basato sulla scrittura di alcuni autori le cui opere si collocano nella produzione letteraria marocchina d’espressione francese. Il corpus comprende tre autori appartenenti a tre generazioni distinte: Elisa Chimenti (1883-1969), Driss Chraïbi (1926-2007) e Mahi Binebine (1959- ), e sarà studiato in una prospettiva essenzialmente traduttologica e di per sé transdisciplinare, attingendo principalmente alla letteratura comparata differenziale, alla sociolinguistica del contatto e alla fraseologia. Si tratterà pertanto di indagare in diacronia, per mezzo della comparazione e in taluni casi della genetica dei testi e delle traduzioni, le modalità con cui le porzioni di testo eterolingue sono state testualizzate e successivamente tradotte nelle altre lingue di ricezione, prestando particolare attenzione agli inserti lessicali e ai fraseologismi che attestano interferenze linguistiche e culturali. Ove possibile si tenterà di prendere in considerazione le alterità linguistiche e culturali rimaste intrappolate nel testo fonte.

Supervisore: Prof.ssa Antonietta Sanna – Pisa

Dott. Alessio Baldini
alessio.baldini@phd.unipi.it
Le poème en prose et la presse en France de 1842 à 1900
[L-LIN/03]

Il presente progetto di ricerca intende studiare le forme e le evoluzioni del poema in prosa in Francia in seno alla stampa letteraria e generalista dal 1842 al 1900. Genere la cui definizione permane complessa e controversa, il poème en prose si rivela il sintomo delle nuove pratiche scrittorie in voga a partire dalla seconda metà del secolo XIX. È, infatti, comunemente riconosciuta la significativa fortuna che conoscono in questa cornice cronologica i periodici come veicolo di profusione di testi letterari, sancendo altresì la nascita di una variegata serie di modelli testuali che fanno della poesia in prosa la propria cifra stilistica. Seguendo l’approccio storico-letterario, il nostro studio si propone di posare uno sguardo d’insieme sugli oggetti (i temi) e sui soggetti (gli autori) del poema in prosa, tra il 1842, anno della pubblicazione del Gaspard de la Nuit di Aloysius Bertrand, e il 1900, anno di pubblicazione di Connaissance de l’Est di Paul Claudel, approdo finale della formazione del genere. Il presente studio, redatto in lingua francese, tenterà di ricostituire la storia del poème en prose seguendo una doppia metodologia critica: da una parte, prendendo in considerazione il ruolo della stampa, parigina e periferica, sul poema in prosa; dall’altra, conducendo uno studio filologico di un composito corpus testuale integrato da testi tuttora inediti.

Supervisore: Prof.ssa Gianni Iotti – Pisa

Dott. Andrea Bianchini
andrea.bianchini@phd.unipi.it
Deseja-se Mulher + S.O.S. = El Uno Il teatro luso-spagnolo di Almada Negreiros, tra autotraduzione e filologia d’autore.
[L-LIN/08]

Il mio progetto di Dottorato si propone di ricostruire la filiazione dei testi teatrali in cui Almada Negreiros diede forma alle riflessioni sui concetti di “direzione unica” e “tragedia dell’unità”. L’autore, dopo il quinquennio madrileno (1927-1932), torna a Lisbona con molto materiale di un’opera che non pubblicherà mai: El Uno, Tragedia documental de la colectividad y el individuo, scritta in castigliano (con inserti portoghesi). Tutto questo materiale inedito concorre – e soggiace – a due pièce pubblicate in portoghese: Deseja-se Mulher (1959) e S.O.S. (1935). La mia ricerca verterebbe proprio su quel “soggiace”, dato che gli studi ad oggi effettuati non stabiliscono unanimemente quale delle tre opere sia stata scritta prima, né in quale lingua originale. Per ciò, tenterò di proporre la constitutio textus di El Uno e investigherò il modo in cui l’autore lavorava la lingua attraverso processi di autotraduzione e di “code switching”.

Supervisore: Prof.ssa Valeria Tocco – Pisa

Dott.ssa Sara Manzi;
sara.manzi@phd.unipi.it
Il canto della poesia rock in Unione Sovietica
[L-LIN/21]

Il presente studio si propone di analizzare gli elementi tipologici del testo cantato nella cultura tardo-sovietica, con particolare riferimento agli esordi della poesia rock negli anni Ottanta. La riflessione riguarderà una scelta di autori dell’epoca, tra cui Aleksandr Bašlačev, Egor Letov e Janka Djagileva. Queste voci indipendenti rappresentano un fenomeno artistico non conformista originale sviluppatosi nel contesto culturale dell’underground sovietico. La poesia rock non va intesa come protesta politica o ribellione al sistema, come spesso si è configurata nelle sue narrazioni occidentali. Le istanze dei poeti rock sovietici trascendono spesso il piano politico dissidente, per configurarsi come espressione libera artistica capace di recuperare le istanze più profonde della tradizione letteraria e della cultura popolare. La presente indagine intende contribuire alla mappatura sistematica del fenomeno, costituendo parte integrante del progetto di ricerca “Voci libere in URSS” (1953-1991), sviluppato dall’Università di Pisa in sinergia con l’Università di Firenze e con il coinvolgimento di enti e ricercatori internazionali. Avvalendosi del supporto editoriale della Firenze University Press, parte dell’attività sarà rivolta alla implementazione e pubblicazione digitale dei risultati della ricerca.

 

Dott.ssa Cecilia Martino
cecilia.martino@phd.unipi.it
Per un’analisi linguistica del testo poetico: il modello di M. V. Panov nel contesto della scienza letteraria sovietica del secondo Novecento.
[L-LIN/21]

Il presente progetto si propone l’obiettivo di approfondire il pensiero teorico e storico-letterario di Michail Viktorovič Panov (1920-2001). Annoverabile fra i maggiori protagonisti della linguistica sovietica, lo studioso ha coperto con le sue versatili ricerche un vasto numero di settori della scienza del linguaggio, inglobando nel suo campo di indagine anche quello specifico terreno linguistico in cui la lingua assume una funzione estetica e funge da materiale dell’arte verbale. Particolare attenzione sarà rivolta al modello di analisi del testo poetico da lui tratteggiato negli studi sulla lingua della poesia russa dei secoli XVIII-XX, che verrà collocato al centro di un raffronto con gli ulteriori approcci d’analisi proposti in questo ambito di studi da alcune delle figure di spicco della scienza letteraria sovietica attive, come M. Panov, nel periodo di rifioritura delle indagini linguistico-strutturali di derivazione formalista fra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento (V. Vinogradov, Ju. Lotman, B. Uspenskij, L. Ginzburg, M. Gasparov). Proseguendo la riflessione intorno a quella linea di studi del ‘fatto letterario’ che dà specifico rilievo all’istanza testuale e alla sua dimensione linguistica, la ricerca conta di poter ampliare la griglia di riferimenti e strumenti d’indagine necessari a maturare uno sguardo interno sull’opera letteraria più specifico e consapevole.

Supervisore: Prof. Marco Sabbatini – Pisa

Dott.ssa Roberta Narcisi
roberta.narcisi@phd.unipi.it

Cuerpos ausentes que vuelven de la llanura: análisis comparativo de obras teatrales sobre la desaparición forzada en los países hispanos durante los siglos XX y XXI
[L-LIN/05]

Il progetto di ricerca si propone di analizzare una selezione di opere teatrali scritte durante e dopo i gravi periodi di conflittualità sociale nel corso del XX-XXI secolo in Spagna, Colombia, El Salvador, Messico, Bolivia, Cile e Argentina, e che si incentrano sulla tematica della desaparición forzada de personas, pratica violenta e illegale ricorrente nel periodo e nei paesi indicati. L’obiettivo principale è analizzare, attraverso un approccio comparativo, le principali strategie utilizzate dai drammaturghi nel rappresentare ed evidenziare situazioni collegate con la violenza politica, il trauma e l’assenza delle vittime e spesso occultate dai discorsi ufficiali. Data la complessità del tema scelto, verranno adottate varie prospettive critiche e combinati diversi strumenti metodologici. Inizialmente, si realizzerà una analisi contestuale dei principali avvenimenti storico-politici e culturali, necessaria per poter differenziare le accezioni di violenza politica e desaparición forzada e inquadrare successivamente gli orientamenti teatrali ed estetici. La prospettiva critico-culturale dei Trauma Studies e gli studi recenti su memoria e posmemoria verrà applicata ai vari contesti drammaturgici con l’obiettivo di esaminare la funzione militante del teatro nella transcodificazione di tale esperienza traumatica e la comunicazione intergenerazionale nei paesi di interesse. La prima parte della ricerca sarà necessaria per sviluppare l’analisi delle opere selezionate all’interno di un panorama teatrale generale. Nel nucleo del lavoro si ricorrerà a una doppia metodologia: un’analisi testuale e drammaturgica e un’analisi critico-comparativa, con l’obiettivo di mettere in luce le specifiche linee tematiche e le scelte stilistiche adottate da drammaturghi di varie generazioni che, in contesti diversi, hanno lavorato su un complesso tema in comune.

Supervisore: Prof. Enrico Di Pastena – Pisa

Dott. Lorenzo Santi
lorenzo.santi@phd.unipi.it
Fenomenologie e declinazioni della narrativa distopico-speculativa in Sudafrica, dagli anni dell’apartheid sino alla contemporaneità.
[L-LIN/10]

Scopo del presente progetto è condurre uno studio delle fenomenologie e dell’evoluzione della narrativa distopico speculativa nel Sudafrica anglofono, a partire dagli anni in cui era ancora in vigore il regime dell’apartheid (1948 1990) sino alla contemporaneità, individuandone tematiche, componenti strutturali e cifre stilistiche. Questa analisi permetterà di evidenziare come, attingendo alla scrittura utopico-distopica, speculativa e apocalittica, autori sudafricani di varie etnie abbiano rivisitato e fatto proprio un genere letterario specificamente occidentale, capovolgendone paradigmi e strategie. Al tempo stesso, si rifletterà sulla stretta relazione che nella letteratura sudafricana recente intercorre tra history e fiction, mimesi e trasfigurazione (immaginaria, allegorica, fantastica) in una serie di opere confluenti in questa macrocategoria. Meditare sul rapporto tra testo, declinazioni utopico-distopiche ed extratestualità consentirà sia di sperimentare e affinare un approccio metodologico di tipo interdisciplinare e intersezionale, sia di valorizzare il potere dialettico e comunicativo di una produzione letteraria non ancora passata al vaglio in modo capillare.

Supervisore: Prof.ssa Laura Giovannelli – Pisa

CURRICULUM LINGUISTICO

Dott.ssa Serena Auriemma
serena.auriemma@phd.unipi.it
Sviluppo di applicazioni per l’analisi semantica e l’accesso intelligente ai documenti della Pubblica Amministrazione con tecniche di linguistica computazionale basate su
Neural Language Models.
[L-LIN/01]

Il presente progetto di ricerca si pone come obiettivo la realizzazione di un Neural Language Model basato su Transformer e specializzato nell’analisi semantica di documenti relativi all’ambito della Pubblica Amministrazione. Per la costruzione del suddetto Language Model saranno adoperati algoritmi di Deep Learning, applicati su corpora di dominio, che permetteranno al modello di apprendere, attraverso una prima fase di addestramento non supervisionato, una conoscenza semantico-probabilistica della lingua. Grazie alla compatibilità del Transformer con i metodi di transfer learning, quali, ad esempio, il fine-tuning o il few-shot learning, la competenza linguistica raggiunta dal modello pre-addestrato sarà reimpiegata e specializzata per lo svolgimento di diversi tipi di compiti di NLP (question answering, named entity recognition, topic modeling, document classification, etc.). Durante questa seconda fase di addestramento supervisionato saranno impiegati dati annotati e risorse linguistiche create appositamente per l’addestramento del modello. Infine, saranno valutate le performance del modello in ciascuno dei diversi tipi di task per i quali sarà stato addestrato. Scopo finale del progetto sarà l’integrazione del LM in un sistema di gestione documentale per la Pubblica Amministrazione, realizzato in collaborazione con l’azienda 01Semplice S.r.l., proprio al fine di agevolare il processo di transizione digitale intrapreso negli ultimi anni dagli enti della PA italiana.

Supervisore: Prof. Alessandro Lenci (Pisa)

Dott.ssa Giuditta Avano
giuditta.avano@phd.unipi.it
Acquisizione e attrito dialettale nel contesto delle varietà regionali di italiano: studi su Gorgia Toscana e Gorgia Enfatica
[L-LIN/01]

Il presente studio, di carattere sociofonetico, si pone l’obiettivo di osservare i fenomeni di attrito e acquisizione di tratti dovuti al contatto non tra due lingue ma tra due varietà di lingua, tramite l’osservazione dell’acquisizione e dell’attrito di due tratti tipici dell’italiano regionale toscano: la Gorgia Toscana (GT) e la Gorgia Enfatica (GE). Lo studio, in particolare, si interroga sul modo in cui i fattori sociolinguistici e linguistici possono influenzare il processo di attrito della GT e della GE, analizzando il parlato di soggetti trasferitisi da Firenze in altre aree d’Italia. Similmente esso indaga il processo di acquisizione dei due tratti tramite l’analisi del parlato di soggetti che si sono trasferiti a Firenze da altre aree regionali. La ricerca mira a comprendere cosa accade a livello microscopico quando due varietà della stessa lingua, mutualmente intelligibili, entrano in contatto; permette inoltre di ampliare le conoscenze sulla GT e sulla GE sia a livello linguistico sia sociolinguistico.

Supervisore: Prof.ssa Giovanna Marotta – Pisa

Dott.ssa Roberta Bianca Luzietti
roberta.luzietti@phd.unipi.it;
Archivi orali e mutamento vocalico: nuove frontiere interdisciplinari
[L-LIN/01]

Il progetto si propone di creare un corpus di fonti orali storiche digitalizzate, da analizzare in chiave sociofonetica in merito alla variazione linguistica dei vocalismi nell’italiano regionale, in particolare veneziano e romano, in diacronia apparente e reale. Il lavoro propone inoltre di valorizzare l’apporto degli archivi sonori per l’analisi del parlato spontaneo e semi-spontaneo, andando quindi a integrare l’analisi della variabilità sociofonetica dell’italiano. Poter accedere a materiale orale, testimone degli usi e delle espressioni del passato, a partire dalla metà del Novecento, crea l’opportunità di un lavoro realmente interdisciplinare, di studiare i mutamenti linguistici nel loro svolgersi, mettendo a confronto e riallineando situazioni linguistiche differenti.

Supervisore: Prof.ssa Silvia Calamai – Siena

Dott. Filippo Saettoni
filippo.saettoni@phd.unipi.it
Analisi della vaghezza linguistica all’interno di due corpora di inglese contemporaneo
[L-LIN/12]

Nonostante sia un aspetto centrale della comunicazione – specialmente di quella orale e informale – poca attenzione è stata data al linguaggio vago nel corso del XX secolo e solo alcuni linguisti (G. Lakoff, D. Crystal & D. Davy, M. Overstreet) si sono dedicati esplicitamente all’argomento. Tuttavia, dagli ultimi anni ’90, sempre più studiosi (J. Channel, J. Cutting, P.G. Sabet & G. Q. Zhang) hanno iniziato a riconoscere l’importanza del linguaggio vago negli scambi comunicativi. In quest’ottica, la ricerca sarà condotta in due fasi distinte di lavoro per mezzo degli strumenti forniti dalla linguistica dei corpora e adottando una prospettiva sociolinguistica. Mentre la prima parte si concentrerà su un’analisi corpus-driven delle espressioni vaghe all’interno della sezione parlata del British National Corpus, la seconda parte indagherà come l’uso del linguaggio vago varia, sia quantitativamente che qualitativamente, attraverso 12 varietà nazionali di inglese (recuperate grazie all’International Corpus of English).
I risultati delle analisi potranno fornire dati interessanti da utilizzare nella didattica dell’inglese come lingua straniera; infatti, una maggiore consapevolezza su come usare la vaghezza linguistica potrà offrire agli studenti di inglese un repertorio più ampio da cui scegliere, in modo tale da comunicare in modo naturale ed efficace in una vasta gamma di situazioni e contesti diversi.

Supervisore: Prof.ssa Silvia Bruti – Pisa

Dott. Daler Tashkhuzhaev
daler.tashkhuzhaev@phd.unipi.it
L’interferenza linguistica nell’apprendimento dei verbi inaccusativi nell’italiano L2 degli studenti russofoni
[L-LIN/02]

Il presente progetto di ricerca si propone di indagare le potenziali implicazioni dell’intransitività scissa sull’acquisizione della sintassi verbale dell’italiano L2 da parte degli apprendenti russofoni. Anche se entrambe le lingue dispongono di verbi inaccusativi, la loro distribuzione e le loro caratteristiche morfosintattiche possono variare notevolmente, causando potenziali fenomeni di interferenza linguistica. Questo studio mira a mostrare in che modo gli errori nella selezione dell’ausiliare dei verbi intransitivi italiani che si riscontrano nella produzione linguistica degli apprendenti russofoni possono essere spiegati sulla base delle differenze nella rappresentazione morfosintattica dell’intransitività scissa nelle due lingue. Applicando il metodo dell’analisi contrastiva ai dati sperimentali forniti dagli apprendenti russofoni dell’italiano L2, questo progetto intende studiare la potenziale applicazione dell’ipotesi di inaccusatività (unaccusative hypothesis) nell’insegnamento dell’italiano L2.

Supervisore: Prof.ssa Francesca Gallina – Pisa

Dottorandi in attesa di discutere la tesi (XXXVI Ciclo)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott.ssa Santa Vanessa Cavallari
s.cavallari1@studenti.unipi.it
À la croisée entre Self-translation Studies et Cultural Studies. Auto-traduction et production translingue dans l’émigration féminine dissidente au XXe Siècle.

[L-LET03]

Il progetto di ricerca mira ad approfondire autotraduzione e creazione letteraria translingue come manifestazioni della nascente consapevolezza femminista nel XX secolo. Calata nella dimensione della migrazione e dell’esilio, questa letteratura femminile underground solleva forme di scrittura specifiche quali l’(auto)biografia autotradotta e la traduzione a quattro mani, ricorrendo a precisi fenomeni linguistici (code-mixing e translinguismo). La ricerca indaga valore e significato di tali scelte mediante un corpus di scrittrici che abbraccia tre realtà politiche: Russia sovietica, Italia fascista e movimento per l’indipendenza portoricana. Questo permetterà di avvalorare la tesi con un’analisi letteraria estesa su tutto il secolo e condotta su uno spettro linguistico diversificato. Lo scopo è quello di riportare alla luce una fetta di letteratura dissidente caduta in oblio, ma che attraverso la pratica autotraduttiva associata alla condizione dell’esule – non solo strettamente politico ma in senso lato anche sociale – contiene già in nuce l’approccio alla parità di genere tanto discussa in era moderna.

Supervisore: Prof. Antonietta Sanna – Pisa

Dott.ssa Federica Pietrapertosa
federica.pietrapertosa@phd.unipi.it
Linee postmoderne: identità rizomatiche nel teatro di Bernard-Marie Koltès

[L-LIN/03]

Collocato nel solco degli studi che guardano agli esiti letterari dello spatial turn, il progetto intende considerare come e in quale misura l’analisi della scrittura teatrale contribuisca ad arricchire le riflessioni sullo spazio che interessano la letteratura e gli studi culturali sul finire del Novecento. Indagando i luoghi e le relazioni spaziali nell’opera del drammaturgo francese Bernard-Marie Koltès, la ricerca mira a comprendere come l’affermarsi di un’idea reticolare di spazio, agendo sui concetti di identità e alterità, generi soluzioni – drammaturgiche – specifiche, indicatrici di un rinnovato rapporto tra letteratura e società. La dissoluzione dell’immagine della Storia come linea progressiva vede lo sgretolarsi dei grandi racconti legittimatori secondo quella che è stata definita una “logique sous forme d’archipel”. Gli elementi che la compongono, non più costretti nel tracciato di una linea retta, configurano raccordi aperti ad una molteplicità di possibilità e direzioni. Koltès è oggi considerato tra i più significativi autori europei in grado di sintetizzare, nella sua scrittura, i cambiamenti e le sfide che attraversano la letteratura e la cultura francese – e occidentale – alla fine del XX secolo. Il corpus della tesi sarà costituito dalla totalità delle sue pièces. In virtù della natura eminentemente letteraria del suo teatro, riferimenti ai componimenti di carattere diverso (narrativo e misto) si renderanno comunque necessari.

Supervisore: Prof. Antonietta Sanna – Pisa

CURRICULUM LINGUISTICO
Dott.ssa Chiara Cernicchiaro
chiara.cernicchiaro@phd.unipi.it
Zum DaF-Erwerb der Konstituentenabfolge im deutschen Mittelfeld

[L-LIN/14]

Il progetto di ricerca ha come oggetto di indagine l’ordine dei costituenti nel Mittelfeld (MF) della frase tedesca in ottica di didattica DaF (Deutsch als Fremdsprache). Il MF è il campo sintattico interposto tra le due parti del complesso verbale discontinuo che, secondo l’analisi proposta dal modello topologico, incornicia la frase creando la cosiddetta Satzklammer (parentesi frasale). Nel MF si sussegue un numero imprecisato di sintagmi secondo cospicue varianti combinatorie, determinate sia da fattori strutturali e sintattico-semantici che dalla struttura informazionale sottesa alla frase, condizioni che definiscono il grado di marcatezza nonché di accettabilità grammaticale della proposizione. L’ordine dei costituenti nel MF può risultare di difficile comprensione per discenti DaF che, a seconda della L1 o eventuali L2, non sempre sono in grado di individuarne con chiarezza i meccanismi, con possibili conseguenze in un’adeguata comprensione del testo e produzione scritta congrua con l’intento comunicativo. L’indagine, condotta su un corpus costituito da produzioni scritte e orali di studenti di tedesco L2 e dai risultati di test concepiti ad hoc, intende individuare – sulla scorta delle regole formali che determinano la successione dei costituenti nel MF e in considerazione delle variabili pragmatiche e comunicative che possono influenzarla (es. struttura tema-rema o distinzione Fokus-Hintergrund) – la modalità di apprendimento dell’ordine dei costituenti nel MF da parte di discenti universitari di tedesco L2, anche nel confronto tra momenti di ricezione e produzione del testo, al fine di delineare metodologie e tecniche efficaci per la didattica della Wortstellung e della sintassi del tedesco.

Supervisore: Prof. Marina Foschi – Pisa

Dott.ssa Ludovica Cerini
ludovica.cerini@phd.unipi.it
Modelli computazionali di Metaphor Detection per l’analisi di metafore concettuali

[L-LIN/01]

L’obiettivo del progetto di ricerca è analizzare come le metafore concettuali si formano e si standardizzano nel linguaggio, oltre che analizzare i meccanismi cognitivi che ne permettono il loro riconoscimento e ne motivano l’uso. Le metafore concettuali rappresentano un meccanismo mentale particolarmente rilevante, poiché riconosciute come un processo che aiuta nella comprensione di concetti astratti, insieme alle immagini mentali le metafore concettuali modellano la percezione umana. All’interno del contesto comunicativo dei social network, e più in generale del web, è possibile osservare come le metafore siano ampiamente utilizzate e come esse variano di intensità e significato a seconda del contesto socio-culturale in cui vengono prodotte. All’interno del progetto dati linguistici e multimodali verranno analizzati con modelli computazionali al fine di ritrovare l’approccio più efficiente per l’identificazione automatica delle metafore. La Metaphor Detection rappresenta infatti un elemento chiave nello sviluppo di sistemi di affective computing e sentimento Analysis.

Supervisore: Prof. Alessandro Lenci – Pisa

Dott.ssa Giulia Greco
giulia.greco@phd.unipi.it
Il futuro perfetto in greco antico: tra forma e funzioni.

[L-LIN01]

Il progetto si occupa della formazione del futuro perfetto in greco antico. Il data base di partenza sarà fornito dalle attestazioni omeriche di futuro perfetto, di cui si intende analizzare il contesto di occorrenza, le caratteristiche morfologiche, le proprietà funzionali. Il lavoro sarà diviso in tre parti. Nella prima, partendo dalla questione dell’origine del futuro perfetto, si cercherà di far luce sul rapporto tra questa formazione, il perfetto originario e la categoria di desiderativo. Al fine di comprendere questo rapporto si seguiranno due linee di ricerca. Dapprima, saranno analizzati i temi verbali corrispondenti alle forme omeriche di futuro perfetto. Poi, sarà dato spazio allo studio della funzione del raddoppiamento, caratteristica del perfetto e alla sua eventuale interazione con la categoria del desiderativo. Nella seconda parte del lavoro, si studierà il rapporto tra futuro perfetto e diatesi. Lo scopo è quello di esaminare i tipi di predicato (analizzati semanticamente) che in Omero presentano il futuro perfetto, per vedere se questi corrispondano ai media tantum o se, invece, la selezione del medio dipenda dalla natura controfattuale del futuro. Nella terza e ultima parte del lavoro, si indagherà il rapporto tra futuro semplice e futuro perfetto, confrontando sia formalmente sia funzionalmente, dei dati greci con i dati vedici, per cercare di comprendere se le due forme possano ricondursi o meno a una medesima categoria originaria. I risultati di questo progetto potrebbero contribuire a chiarire le funzioni originarie del futuro in greco antico e il suo rapporto con diversi tipi di formazione, oltre che la relazione fra codifica del tempo e codifica della modalità.

Supervisore: Prof.ssa Domenica Romagno – Pisa

Dott.ssa Carolina Marescotti
carolina.marescotti@phd.unipi.it
Il medio indoeuropeo come categoria in espansione. Formazioni denominali e alternanza di diatesi in greco antico e latino

[L-LIN01]

Il progetto si concentra sui verbi denominali in greco antico e latino, con l’obiettivo di definire quali principi regolino i processi di transcategorizzazione nome → verbo nelle lingue indoeuropee antiche e quali meccanismi soggiacciano alla selezione della diatesi da parte di tali formazioni verbali. In latino la classe dei deponenti si espande mediante la derivazione verbale a partire da nomi e conosce fenomeni di oscillazione diatetica priva di valore funzionale, sin dall’età arcaica, per alcune tipologie di verbi denominativi. Il progetto intende indagare i fenomeni di variazione diatetica dei verbi denominali in greco antico, in comparazione con il latino, con il duplice obiettivo di definire i percorsi del mutamento della categoria dei media tantum greci e di chiarire i rapporti intercorrenti tra verbi denominativi e selezione della diatesi. Una volta costruiti due corpora – uno latino e uno greco – su cui condurre l’indagine, si intende analizzare i rapporti tra le proprietà sintattico-semantiche delle basi nominali e quelle dei predicati da esse ottenuti, con lo scopo di comprendere come i processi di derivazione denominale interferiscano con la selezione della diatesi e con fenomeni di espansione e/o dispersione di categorie linguistiche non solo in latino e greco, ma, più ampiamente, nelle lingue indoeuropee antiche.

Supervisore: Prof.ssa Domenica Romagno – Pisa

Dott. Paolo Pedinotti
paolo.pedinotti@phd.unipi.it
Conoscenza semantica e casi composizionalità arricchita

[L-LIN01]

The research will involve an extensive study of the relationship between semantic memory and language comprehension. In order to do so, a computational model of language comprehension will be developed that is based on the assumption that event-based multimodal conceptual knowledge immediately affects processing. The input to the model will be a collection of datasets of semantic phenomena operating at different levels (lexical, sentence, discourse), all of which are potential indicators of the effects of concept activation on language processing. Off-line and on-line evidence related to the interpretation of the expressions will first be collected from human subjects. The ability of the model to reproduce human behavior will be evaluated in order to assess the validity of the model assumptions.

Supervisore: Prof. Alessandro Lenci – Pisa

Dott. Rosso Manuel Senesi
rosso.senesi@phd.unipi.it
Analisi empirica e teorica sul Disturbo Evolutivo di Dislessia

[L-LIN01]

Il progetto intende analizzare le competenze linguistiche di soggetti con dislessia evolutiva. L’obiettivo principale consiste in una tipizzazione degli errori commessi dai dislessici. A questo fine, si intende sviluppare un corpus annotato di produzioni scritte in contesto ecologico da soggetti con e senza diagnosi di dislessia: verranno raccolte produzioni spontanee di bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni d’età, così da poter osservare in diacronia i modelli di errore anche prima dell’età della diagnosi e le differenze eventuali rilevate nel corso dello sviluppo cognitivo. A partire dal Corpus si estrapolerà un Data-frame degli errori commessi, divisi per soggetto ed anno scolare. Un sottogruppo dei soggetti analizzati verrà, inoltre, sottoposto a test non ecologici, volti ad osservare in isolamento le competenze strettamente linguistiche (fonologiche, grafematiche, semantiche e morfo-sintattiche) e le abilità cognitive di base (memoria di lavoro, attenzione endogena e processamento rapido di stimoli visivi e acustici di natura non linguistica). Si confronteranno, quindi, la frequenza e le tipologie d’errore in contesto ecologico con gli indici delle abilità linguistiche e cognitive dei singoli soggetti, al fine di esaminare la bontà dei primitivi ideologici dei modelli di dislessia single-deficit e multiple-deficit.

Supervisore: Prof.ssa Giovanna Marotta – Pisa

Dottorandi in attesa di discutere la tesi (XXXV Ciclo)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott.ssa Jenna El Hilali
jenna.elhilali@gmail.com
Scambi interculturali nel Mediterraneo antico: cosmografia, letteratura e miti
[L-LIN/03]

Partendo da alcune figure di passatori “stranieri” che, dall’antichità al Rinascimento, hanno collegato, attraverso le loro “descrizioni”, vari luoghi e popoli del Mediterraneo, si osserva come il mito e la storia si compenetrino per fare della letteratura uno spazio di circolazione di idee, conoscenze e culture. Nell’area euromediterranea, la coesistenza di molteplici alterità, reali o simboliche, ha favorito per molto tempo la costruzione di un’identità plurale che permette sia di conoscere il mondo che di conoscere se stessi.
Così, nel XVI secolo, un diplomatico moro di origine andalusa dal destino avventuroso, adottato da Papa Leone X, che gli diede il suo stesso nome, Jean-Léon de Médicis, divenne un cosmografo per trascrivere in italiano la somma di conoscenze sull’Africa di cui era depositario grazie alla sua conoscenza di lingue, costumi e scienze sconosciute agli occidentali. Questo caso, che non è isolato, solleva ancora oggi nuovi interrogativi di fronte a un equilibrio geopolitico globale dominato dalle esclusioni e dall’oblio delle lezioni della storia.

Supervisore: Prof.ssa Antonietta Sanna – Pisa

Dott. Giovanni Pontolillo
giovanni.pontolillo@phd.unipi.it
La rappresentazione del corpo e della sensibilità nei “Mémoires d’outre-tombe” di F.-R. de Chateaubriand
[L-LIN/03]

Il progetto di ricerca prevede uno studio sulla rappresentazione del corpo e della sensibilità nei “Mémoires d’outre-tombe” di François-René de Chateaubriand (1768-1848), uno dei più influenti autobiografi e memorialisti del XIX secolo. L’ambizione è di mettere in rilievo, attraverso procedure sistematiche di analisi filologica, retorica e stilistica, le relazioni tra la corporeità rappresentata nell’opera di Chateaubriand e gli aspetti della sensibilità riconoscibili in altre opere della tradizione delle scritture del sé di lingua francese, con una particolare attenzione per i testi autobiografici di Jean-Jacques Rousseau (1712-1778).

Supervisore: Prof. Gianni Iotti – Pisa

Alumni

L’elenco dei dottori di ricerca dal 2003 ad oggi è disponibile nella sezione dedicata.

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