Il corso di dottorato DiLLeS accoglie studenti italiani e stranieri. Al momento, conta 40 dottorandi, di cui 5 in cotutela con altri corsi di dottorato in Europa e nel mondo.
CURRICULUM LETTERARIO
Dott.ssa Lidiia Astapenko
Il teatro di Hugo Ball: influenze espressioniste e dadaiste
GERM-01/B
Il presente progetto di ricerca propone un approfondimento sull’opera teatrale di Hugo Ball, scrittore tedesco attivo all’inizio del XX secolo. Questo studio ha due obiettivi principali: in primo luogo, mira a chiarire il rapporto tra l’estetica teatrale di Ball e i movimenti espressionista e dadaista; in secondo luogo, intende identificare e valutare il ruolo della scrittura drammatica e della riflessione scenica sul suo sviluppo letterario, risaltando il carattere performativo dell’intera produzione. L’analisi dei testi sarà integrata da uno studio dei carteggi di Ball, il quale intrattenne una corrispondenza regolare con familiari e amici, tra cui Hermann Hesse. Questo approccio si arricchirà di un’analisi dettagliata dei saggi e degli scritti teatrali dell’autore, al fine di comprendere meglio la visione e indagare potenziali chiavi di lettura dei suoi drammi.
Prof.ssa Serena Grazzini (supervisore) – Prof. Alessandro Fambrini (co-supervisore)
Dott. Elia Cavallini
Rappresentazioni moderne del potere politico: Figure autoritarie nella letteratura dell’ultimo secolo
COMP-01/A
Il progetto intende offrire un’analisi della rappresentazione letteraria del potere politico autoritario – democratico o meno – e di cosa questa ci dica sul modo di immaginare e pensare tale potere in un determinato contesto storico, sociale e culturale. Partendo da un breve excursus sulle origini del tema, a partire dal diciassettesimo secolo, questo progetto si concentrerà prevalentemente sui romanzi dal secondo dopoguerra ad oggi, ma non mancherà di confrontarsi anche con altri generi letterari, come il teatro, e altre arti, come il cinema. La ricerca si concentrerà su quelle opere letterarie che illustrano dall’interno il potere politico, adottando quei potenti come propri protagonisti e non come figure di sfondo. Esse verranno lette in chiave comparatistica e tematica, analizzando da vicino i testi in correlazione tra loro, nella convinzione che esista un sistema-mondo della letteratura e che motivi come questo siano trasversali alle lingue e ai popoli. Gli autori i cui testi rientrano nel nostro corpus – tra cui figurano Vargas Llosa, García Márquez, Kourouma, Scurati -, lungi dall’approvare propagandisticamente i potenti che mettono in scena, nell’usare il loro punto di vista invitano, però, a comprenderne la natura e l’umanità, carica di difetti, limiti, arroganze e insicurezze, umanizzando loro e il potere che detengono e offrendo un punto di vista sul nostro rapporto, culturale e umano, coi concetti di autorità e libertà.
Prof. Stefano Brugnolo (supervisore) – Prof.ssa Serena Grazzini (co-supervisore)
Dott. Edoardo Giorgi
Figure animalesche, bestie umane e altre rappresentazioni ibride nella letteratura romena dal Novecento a oggi
FLMR-01/E
Il progetto di dottorato intende fornire una panoramica su alcune tra le più significative presenze animalesche e pseudo-animalesche all’interno della letteratura romena, che costituiscono un interessante caso di studio collocabile in un periodo che va dall’inizio del Novecento al giorno d’oggi. L’analisi critica sarà impostata secondo un’ottica interdisciplinare – attraverso lo studio di figure e personaggi – e sulla base di varie metodologie, applicate in funzione della specificità di ciascun testo: nell’ambito dell’ecocritica e dell’etologia, ma soprattutto della simbologia, della psicologia, dell’antropologia, e utilizzando la categoria del fantastico nonché i diversi procedimenti dell’intertestualità. Considerando l’ampiezza del periodo storico e socio-politico in cui i vari testi sono collocati, l’importanza di una visione completa sullo sviluppo del personaggio animale o ibrido non è da sottovalutare: dalle rappresentazioni animalesche più squisitamente classiche incentrate sul rapporto bestia-uomo nella cultura popolare, si osserverà successivamente l’ibridismo multiforme delle avanguardie; dal realismo magico con innesti folclorici di autori come Mircea Eliade si giungerà poi a una nuova inversione di marcia con il realismo socialista, approdando infine al postmodernismo, corrente estremamente ricettiva nei confronti dei generi precedenti, ma che ha sviluppato sensibilità e complessità superiori, anche per quanto riguarda una maggiore consapevolezza e attenzione verso il punto di vista ferino. Oltre agli animali propriamente detti e alle figure ibride, sarà fondamentale delineare inoltre il concetto di “bestie umane”, attraverso l’analisi della riduzione ad animale dell’essere umano, in quanto una parte sostanziale del progetto intende esplorare le sfaccettature della bestialità umana all’interno di un approccio rivolto alla letteratura della memoria.
Prof.ssa Emilia David (Supervisore) – Prof.ssa Valeria Tocco (Co-supervisore)
Dott.ssa Giulia Pellegrinotti
giulia.pellegrinotti@phd.unipi.it
La diversità dei mondi fantasy: un’analisi culturale e sociologica del processo di worldbuilding nella narrativa fantastica, da Tolkien ai giorni nostri
ANGL-01/A
Il progetto si propone di esplorare le potenzialità del processo di worldbuilding, ovvero la costruzione di mondi, all’interno del genere fantasy, nelle varie forme in cui esso si può manifestare. Nel corso della ricerca si analizzeranno le reciproche influenze tra tale processo e il contesto socioculturale in cui viene utilizzato, con particolare attenzione agli ambiti della nostra società nei quali è più comune trovare forme di discriminazione, come razzismo, sessismo, classismo, oltre al tema dello sfruttamento ambientale. Alla base di questa idea c’è la consapevolezza che la maggior parte della narrativa fantasy tende a raffigurare forme di ribellione che possono assumere volti diversi a seconda degli ideali che le guidano, dal momento che le “forze del male” del fantasy rappresentano l’incarnazione letteraria di strutture sociali, economiche e politiche caratterizzate da ideologie oppressive. Verranno perciò prese in esame opere del canone fantasy, a cui saranno affiancati testi contemporanei nel tentativo di colmare una lacuna ormai fin troppo evidente nella critica accademica riguardo alle opere pubblicate a partire dai primi anni 2000. L’analisi dei testi selezionati permetterà di tentare un nuovo modello di categorizzazione della narrativa fantasy sulla base di criteri culturali e sociologici, in particolare riguardanti le forme di oppressione e discriminazione messe in evidenza all’interno di queste opere, il modo in cui l’oppressione viene combattuta e i risultati che ciò comporta. Infine, l’analisi si concentrerà su un più ristretto gruppo di testi, per analizzare nel dettaglio i meccanismi di worldbuilding sulla base dei criteri descritti in precedenza.
Prof.ssa Roberta Ferrari (Supervisore) – Prof.ssa Laura Giovannelli (Co-supervisore)
Dott. Attilio Russo (borsa PNRR – DM 630/2024)
Per una storia narratologica della letteratura russa: un ponte digitale tra tradizione e innovazione
SLAV-01/A
Il progetto di ricerca mira a sviluppare una piattaforma Open Access incentrata sulla narratologia russa, secondo un duplice obiettivo: promuovere la diffusione di teorie narratologiche poco note e offrire uno strumento digitale innovativo per comprendere l’evoluzione delle forme narrative nella letteratura russa del primo Novecento. Nell’ambito degli studi artistici, anche grazie a workshop internazionali, pubblicazioni accademiche e reti collaborative promosse da centri di ricerca come il CRAL (Centre de recherches sur les arts et le langage) e l’ENN (European Narratology Network), la narratologia si è affermata come uno strumento di straordinaria efficacia, capace di integrare vari approcci strutturali, funzionali, semiotici con l’analisi di archetipi, motivi e voci narranti. Così, la disciplina è divenuta indispensabile per coniugare la verità originale di un testo, oggetto di ricerca del metodo storico-critico e filologico, e l’attività ermeneutica, inesauribile per natura. In questo panorama gli studi narratologici russi giocano un ruolo fondamentale. Tuttavia, figure come Aleksandr Skaftymov, Tamara Sil’man e Boris Korman, benché pionieri di concetti chiave quali la poetica storica e la teoria del sottotesto, restano largamente trascurate nel panorama accademico contemporaneo, nonostante la rilevanza delle loro intuizioni per lo sviluppo degli attuali studi narratologici europei e americani. Proponendosi di rimediare a tale significativa lacuna nella slavistica italiana ed europea, la piattaforma prevede la traduzione di articoli e saggi di argomento narratologico, la creazione di contributi teorici originali, l’analisi di casi di studio approfonditi, nonché la formazione di un database contenente informazioni su tecniche narrative, temi, motivi e topoi maggiormente ricorrenti. Inoltre, la piattaforma includerà materiali didattici per sostenere sia la ricerca accademica che il coinvolgimento di un pubblico più ampio.
Prof. Marco Sabbatini (Supervisore)
CURRICULUM LINGUISTICO
Dott.ssa Ilaria Manfredi (Borsa CECIL)
Espressioni Multiparola nell’Italiano: costruzione di una risorsa linguistica e valutazione di strumenti di annotazione automatica
GLOT-01/A
Il progetto di dottorato si propone di portare avanti una ricerca sulle espressioni multiparola in italiano. Il focus della ricerca è nell’impostare un approccio che tenga conto di tutte le diverse manifestazioni del fenomeno, nonché di diverse varietà e domini di utilizzo linguistici dell’italiano, in particolare considerando anche la lingua parlata. Obbiettivo del progetto è valutare diverse tecniche e strumenti computazionali per l’annotazione automatica di espressioni multiparola, da utilizzare poi per ottenere una panoramica sulla presenza e le caratteristiche del fenomeno nella lingua italiana. A tal scopo, si intende in primo luogo creare una risorsa linguistica annotata manualmente, sviluppando strategie che consentano di coprire la più ampia gamma possibile di espressioni multiparola in diverse varietà e domini dell’italiano. Avvalendosi della risorsa creata si valuteranno diverse tecniche e strumenti computazionali per l’annotazione automatica. Lo strumento con la migliore performance potrà poi essere utilizzato su corpora di italiano disponibili per trarne dati sia di tipo quantitativo che qualitativo su tipologia, distribuzione, ed eventuali differenziazioni nell’uso delle espressioni multiparola tra differenti varietà di italiano.
Prof. Alessandro Lenci (Supervisore) – Prof. Francesco Rovai (Co-supervisore)
Dott.ssa Giulia Milani
Passaggi inter- e intralinguistici con l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito di didattica universitaria del tedesco come lingua straniera (DaF, Deutsch als Fremdsprache)
GERM-01/C
Il progetto di ricerca si propone di monitorare con costanza lo stato dell’arte in continua evoluzione degli studi dedicati all’uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale (IA) in ambito di didattica del tedesco come lingua straniera (DaF, Deutsch als Fremdsprache), instaurando un confronto dinamico con le riflessioni relative alla didattica universitaria della traduzione e alle competenze di lettura e di scrittura nella L2. Il progetto intende esaminare la produzione del traduttore automatico DeepL nei passaggi traduttivi interlinguistici (tedesco-italiano / italiano-tedesco) e intralinguistici (tedesco-tedesco) allo scopo di osservare, in maniera paradigmatica ai vari livelli del sistema linguistico (e con particolare attenzione alla sintassi e al lessico), le scelte operate da DeepL Translator e DeepL Write. L’indagine verrà condotta su un corpus creato ad hoc costituito dalle traduzioni di testi letterari e di uso quotidiano prodotte dal traduttore automatico, messe a confronto con gli originali e le loro traduzioni edite in tedesco e/o in italiano. Il confronto tra le traduzioni canoniche, realizzate dal traduttore umano, e quelle prodotte dall’IA permetterà di valutare il funzionamento del traduttore automatico e di constatare eventuali errori e inesattezze ricorrenti, al fine di considerare la sua applicabilità a scopi di didattica della traduzione. La stessa selezione di testi servirà poi a condurre un secondo studio empirico relativo al passaggio intralinguistico tedesco-tedesco mediante DeepL Write, con l’obiettivo di osservare riduzioni, semplificazioni sintattiche e modifiche a livello di contenuti, stile e registro. Il progetto pone in tal modo, a monte della questione pratica relativa all’eventuale utilizzo dell’IA nella didattica universitaria del tedesco L2, la questione teorica concernente la possibilità di identificare e descrivere quei fenomeni grammaticali caratterizzanti il ‘tedesco dell’IA’ che possano fungere da base materiale per la sperimentazione in aula e per lo sviluppo della riflessione metalinguistica e delle competenze linguistico-traduttive degli apprendenti.
Prof.ssa Marina Foschi (Supervisore) – Prof. Patrizio Malloggi (Co-supervisore)
CURRICULUM LETTERARIO
Dott.ssa María Helena Fernández Serrano
mariahelena.fernandezserrano@phd.unipi.it
Un abanico de llamas: análisis y comentario de la poesía ultraísta y libertaria de Lucía Sánchez Saornil
[L-LIN/05]
Il progetto intende analizzare la produzione poetica di Lucía Sánchez Saornil, poetessa, giornalista e anarco-sindacalista femminista spagnola, attiva soprattutto nel primo terzo del XX secolo con pubblicazioni su riviste letterarie di diverso respiro ed orientamento –provinciali, moderniste, avanguardiste, anarchiche, femministe-. Lo studio prenderà in considerazione le composizioni poetiche legate al movimento spagnolo d’avanguardia dell’Ultraísmo, del quale Saornil fu l’unica voce femminile, e le composizioni che traggono ispirazione dall’attivismo socio-politico dell’autrice. Con l’obiettivo di mettere in luce il valore estetico-letterario e non solo pioneristico e militante della sua opera, la ricerca si focalizza innanzitutto sull’analisi del testo poetico, mediante un approccio critico di tipo filologico e stilistico. Infine, lo studio, elaborato in lingua spagnola, non trascurerà gli apporti dei social studies e dei gender studies per inquadrare anche in chiave politico-sociale la produzione poetica dell’autrice nelle dinamiche che caratterizzano le riviste spagnole nel periodo di riferimento.
Prof. E. Di Pastena (supervisore) – Prof.ssa F. Cappelli (co-supervisore)
Dott.ssa Maria Giardina
Tempo, linguaggio e visione del mondo: uno studio del tempo e delle tecniche di composizione ricorsive nell’ultimo poema di T. S. Eliot
[L-LIN/10]
Il progetto di dottorato intende realizzare un lavoro di ricerca funzionale alla produzione di una nuova edizione critica dei Four Quartets di T. S. Eliot, in lingua italiana e in linea con i contributi critici internazionali. Il lavoro si propone di indagare nuove linee interpretative, che mettano in evidenza l’apertura testuale e l’attualità dell’ultimo poema eliotiano. Obiettivo principale della ricerca è l’approfondimento del tema temporale, la cui complessità caratterizza l’opera da un triplice punto di vista, formale, tematico e meta-testuale. Il tempo verrà indagato in virtù della sua funzione polivalente e strutturante, la quale intesse relazioni fra le dimensioni di temporalità, linguaggio e visione organica del mondo. A livello metodologico, la teoria letteraria sarà impiegata nell’analisi dello schema compositivo del poema, fondato sulle immagini ricorrenti. Si intende poi analizzare i rapporti fra temporalità, Storia e linguaggio, per sondare i legami fra le scelte linguistiche e il tentativo, su un piano filosofico, di scongiurare la disillusione del mondo moderno. Partendo dalle riflessioni su tali legami, si vuole esaminare il parallelismo fra dimensione scritta e lettura del testo, composizione dell’opera e ricezione della stessa. Ci si propone di indagare, infine, i punti di contatto fra la concezione temporale eliotiana e quella presente in altre opere letterarie coeve.
Prof. F. Ciompi (supervisore) – Prof.ssa L. Giovannelli (co-supervisore)
Dott.ssa Teresa Lombardi
Le relazioni culturali tra la penisola italiana e il gran principato di Mosca tra il XV e il XVI secolo: itinerari, protagonisti, testimonianze
[L-LIN/21]
Il presente progetto di ricerca si propone di contribuire a ricomporre una panoramica dei rapporti tra gli Stati della penisola italiana e la Moscovia nel periodo a cavallo tra XV-XVI sec., nelle loro declinazioni politicodiplomatiche, ma anche e soprattutto culturali – letterarie, artistiche e architettoniche. Ciò mirerà anche ad evidenziare la vicinanza della temperie culturale moscovita del tempo con l’Umanesimo e il Rinascimento italiano, di cui si sta attualmente occupando una fetta importante della comunità scientifica di ambito slavistico. L’influenza dell’Italia umanista e rinascimentale sul gran principato di Mosca, infatti, risulta evidente in campo letterario – con le massicce traduzioni di testi latini e greci di ambito ecclesiastico – e architettonico – furono gli architetti italiani a costruire il Cremlino di Mosca. Allo stesso tempo, nelle opere letterarie – trattati etno-geografici – e artistiche – la Dama con l’ermellino – italiane, emerge un interessamento tutto rinascimentale verso l’ancora poco nota terra russa. Pertanto, a partire dalla letteratura scientifica attuale, attraverso un censimento delle fonti coeve edite e inedite, si compileranno due inventari, uno dei personaggi artefici di questi rapporti e l’altro delle loro testimonianze, con l’obiettivo di compiere un primo passo nella realizzazione di una visione di insieme che ad ora invece manca. Tramite questi inventari sarà anche possibile mettere in luce i momenti storici di contatto più rilevanti, la natura stessa degli scambi, la loro unilateralità o reciprocità in determinati ambiti. Infine, saranno selezionate e studiate approfonditamente una serie di testimonianze rappresentative, al fine di fornire uno spaccato del quadro storico e culturale come venne percepito dai contemporanei.
Prof.ssa F. Romoli (supervisore) – Prof. M. Sabbatini (co-supervisore)
Dott.ssa Camilla Predieri
Gli adattamenti teatrali di Albert Camus: una traduzione intersemiotica e interlinguistica
[L-LIN/03]
Il progetto intende fornire un’analisi completa degli adattamenti teatrali operati da Albert Camus. Più in particolare, si propone di offrire un approfondimento e una spiegazione dettagliata di ciascuna trasposizione per la scena. Lo studio si concentrerà sulla portata letteraria delle opere originali, per poi focalizzarsi sulla variante proposta dall’autore franco-algerino. Si ragionerà anche sui drammi pubblicati postumi e sulle pièce che, pur non essendo dichiaratamente adattamenti, sembrerebbero però fortemente ispirate a testi precedentemente redatti. Godranno di particolare attenzione le variazioni contenutistiche delle trame, il processo di traduzione intersemiotica attuata dal drammaturgo nel passaggio da un genere letterario all’altro e la traduzione interlinguistica: Albert Camus ha infatti adattato opere di autori, epoche e lingue differenti. Nel nostro elaborato, il corpus principale per valutare la traduzione interlinguistica verterà sugli adattamenti Un cas intéressant, Requiem pour une nonne e Caligula: le trame proverrebbero rispettivamente da testi di Dino Buzzati, William Faulkner e Gaio Svetonio Tranquillo e farebbero dunque riferimento a una traduzione dall’italiano, dall’inglese americano e dal latino. Al tempo stesso, si cercherà di delineare aspetti comuni e segnalare le divergenze interne all’attività di adattamento di Albert Camus, per tentare un’unità e un’indagine generale ed esaustiva del fenomeno. Infine, si valuterà la ricezione delle opere originali e adattate nel panorama culturale del tempo.
Prof.ssa B. Sommovigo (supervisore) – Prof.ssa A. Sanna (co-supervisore)
Dott.ssa Olivia-Carmen Țîrlea
L’approccio lessiculturale nell’acquisizione della Lingua romena come lingua straniera (RLS)
[FLMR-01/E]
L’obiettivo principale del progetto di ricerca intitolato L’approccio lessiculturale nell’acquisizione della Lingua romena come lingua straniera (RLS) è quello di mettere in luce il ruolo significativo che l’approccio lessiculturale può svolgere nell’acquisizione della Lingua romena come lingua straniera. Nello specifico, partendo dalla visione del linguista francese Robert Galisson, secondo cui alcune parole contengono [un]’informazione culturale (i lessiculturemi), ci proponiamo di teorizzare l’approccio lessiculturale (in cosa consista e quali strategie implichi), indagando diverse direzioni: dalla linguistica (dove resta essenziale l’idea formulata da Wilhelm von Humboldt, ovvero che la lingua costituisce un tratto identitario fondamentale di un popolo/gruppo etnico) e dall’antropologia (dove prevale la teoria della lingua sulle rappresentazioni mentali sostenuta da Edward Sapir e Benjamin Lee Whorf) alla lessicografia e a una serie di principi della traduttologia. Dunque, integreremo l’approccio teorico con uno pratico, ponendo l’accento sull’aspetto semantico delle parole. Pertanto, analizzando i contenuti che offrono i manuali per studenti stranieri a coloro che studiano il romeno di base, intendiamo creare un piccolo dizionario delle parole portatrici dello specifico culturale romeno, che includa una spiegazione concisa sia in romeno, sia in italiano, che sarà, in seguito, utile soprattutto agli studenti e ai docenti italiani interessati allo studio della romenistica.
Prof.ssa Emilia David (supervisore); Prof.ssa Elena Platon (co-supervisore)
CURRICULUM LINGUISTICO
Dott.ssa Bianca Abbà
Incontri vocalici interni ed esterni: discrepanze e continuità
[L-LIN/01]
Il presente progetto di dottorato nasce dalla lacuna in letteratura di studi dettagliati, sia qualitativi che quantitativi, sulle differenze tra iato e dialefe e dittongo e sinalefe. Lo studio prende le fila da lavori precedenti che approfondiscono le differenze tra dittonghi ascendenti e discendenti e tra dittonghi e iati; partendo dai risultati ottenuti ne riprende anche i metodi. L’analisi del fenomeno verrà basata su un corpus costituito da registrazioni di tre diversi stili di parlato, differenziati rispetto all’asse diafasico: il parlato letto formale, il parlato letto informale e il parlato spontaneo, ottenuto grazie alla rielaborazione libera del testo informale. I dati acquisiti saranno utilizzati per studiare gli incontri vocalici interni ed esterni: per individuare possibili predittori delle diverse realizzazioni nel caso di incontri vocalici esterni e per studiare le differenze tra le realizzazioni interne ed esterne dell’esito tautosillabico ed eterosillabico degli incontri vocalici. Il progetto ha quindi lo scopo di arricchire il panorama di conoscenze che trattano gli incontri vocalici per permettere di raggiungere una simmetria nelle informazioni che abbiamo riguardo il loro comportamento sia in un contesto più normato, come quello interno, che in un contesto strettamente legato ad altre caratteristiche dell’eloquio, come quello esterno.
Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)
Dott. Alessio Agolino
I dialetti di Scicli e Modica a confronto
[L-LIN/01]
Il progetto è finalizzato allo studio delle differenze fonetiche tra il dialetto di Scicli e quello di Modica. Nonostante la vicinanza geografica tra le due città, i rispettivi dialetti sembrano mostrare delle divergenze riguardanti l’esito di alcuni nessi consonantici latini. In particolare, il dialetto di Scicli presenterebbe alcuni tratti fonetici che lo differenzierebbero dagli altri dialetti della Sicilia sud-orientale e che farebbero di Scicli una enclave linguistica. Tra i nessi latini oggetto di studio vi sono quelli che in siciliano sono solitamente soggetti a fenomeni di palatalizzazione (-BL-, -PL-, -GL-, -CL-, -TL-, -LJ-, -BJ-, -VJ-, -DJ-, -TJ-, C, G + E, I). Per alcuni di questi nessi i due dialetti presentano degli esiti diametralmente opposti: se a Modica -CL-, -PL-, -TL- danno un esito affricato [t(ː)ʃ], per es. PLUMBUM > [ʧ]ummu ‘piombo’, MACULA > ma[tːʃ]a ‘albero’, a Scicli si trova [kj]ummu o [c]ummu e ma[kːj]a o ma[cː]a, ovvero un’articolazione che oscilla tra una velare coarticolata e un’occlusiva palatale. Parimenti, se per i nessi del tipo C + yod a Modica l’esito è un’occlusiva palatale sonora [ɟː], per es. CAVEA > ca[ɟː]a ‘gabbia’, il dialetto sciclitano risponde con un’affricata [dːʒ], per cui si avrà ca[dːʒ]a. Intendiamo, inoltre, analizzare anche gli esiti sibilanti in corrispondenza di -STR- e /rː/, come in STRATA > [ʂː]ata, FERRUM > fie[ʂː]u, e il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica /s/ → [ʃ] /_C, per es. [ʃ]tiḍḍa ‘stella’, [ʃ]cupa ‘scopa’, [ʃ]pertu ‘furbo’, che interessa tutta la Sicilia sud-orientale. Per le finalità del progetto di ricerca è prevista un’inchiesta dialettale destinata al reperimento del materiale audio e di un numero sufficientemente ampio di dati, per poter condurre un’accurata analisi acustica e statistica. Particolare attenzione verrà data agli aspetti sociolinguistici, come l’età e il genere, con l’obiettivo di documentare eventuali mutamenti non solo sul piano diastratico e sincronico, ma anche sul piano diacronico (apparent time hypothesis). Infine, i fenomeni presi in esame verranno inquadrati all’interno delle teorie fonologiche più recenti, in particolare il modello CVCV. Lo statuto sillabico della sibilante implicata sarà oggetto di studio, per comprendere fino a che punto e in che misura il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica possa rappresentare una spia di extrasillabicità. Saranno studiati in chiave fonologica anche i processi di palatalizzazione, la cui analisi è finalizzata allo studio dell’incidenza dei fattori posizionali e/o melodici sulla base delle evidenze fonetiche e della scansione eterosillabica dei nessi C + yod. L’eterosillabicità di /j/ in questi nessi è stata impiegata in letteratura per spiegare il fenomeno di Coda Mirror e i processi di palatalizzazione mediante il rafforzamento di yod nell’evoluzione dal latino alle lingue romanze. Il progetto mira a fornire ulteriori evidenze a sostegno di questo fenomeno.
Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)
Dott.ssa Valeria De Rose
L’aoristo in -ην nel greco postclassico tra medialità e usi passivi: dalla Bibbia dei LXX al Nuovo Testamento.
[L-LIN/01]
Il progetto è volto ad indagare quali siano i principi che soggiacciono all’organizzazione funzionale dell’aoristo in -ην nella Bibbia dei LXX e nel Nuovo Testamento, al fine di far luce sulla convergenza funzionale di usi mediali e passivi che caratterizza tale aoristo nel greco postclassico (cf. Swete 1914, Browning 1983, Conybeare & Stock 1988, Horrocks 2010, Voitila 2016). L’originaria funzione prototipica dell’aoristo in -ην risiede nella codifica dell’anticausativo (Romagno 2014): i valori passivi, riflessivi e temporali sono epifenomeni di tratti verbali incompatibili con una rappresentazione anticausativa dell’evento (cf. Romagno 2010, 2021). Dal momento che la progressiva evoluzione del sistema verbale greco mostra una sovrapposizione tra diatesi media e passiva, si intende esaminare le proprietà funzionali delle forme di aoristo in -ην del greco biblico per dar ragione dei percorsi del mutamento di questa categoria morfologica (cf. Lazzeroni 2005). Pertanto, si ritiene necessario procedere su più fronti: in primo luogo, attraverso l’analisi funzionale degli aoristi in -ην nella LXX, in un confronto sistematico con l’ebraico biblico, con particolare riferimento alla categoria verbale del niphal. Ciò consentirà anche di dar ragione dell’eventuale influsso esercitato dall’ebraico e dall’aramaico sulla resa greca del testo biblico. In secondo luogo, verranno analizzati i dati offerti dal Nuovo Testamento (cf. Blass, Debrunner & Funk 1961, Janse 1998, 2002, 2007, 2014, Mancini 2013). Si intende, dunque, fornire un quadro teorico omogeneo per l’interpretazione funzionale, da un lato, della convergenza di medio e passivo nel sistema verbale greco in epoca postclassica, dall’altro, dei principi soggiacenti al percorso di tale mutamento.
Prof.ssa D. Romagno (supervisore) – Prof. P.G. Borbone (co-supervisore)
Dott. Mattia Proietti
Modelli di Intelligenza Artificiale per l’analisi semantica automatica dei testi della Pubblica Amministrazione con particolare riferimento ai testi giuridici
[L-LIN/01]
Lo studio si propone di sperimentare le più recenti tecniche computazionali per analizzare le competenze
linguistiche di comprensione (Natural Language Understanding) e produzione (Natural Language Generation)
esibite dai cosiddetti Large Language Models (LLM) per valutarne specificamente le abilità nell’applicazione a testi redatti in varietà settoriali afferenti alla Pubblica amministrazione e al dominio giuridico. In particolare, si valuterà la capacità dei LLM di generare rappresentazioni linguistiche coerenti e di estrarre e/o generare informazioni pertinenti rispetto a testi di settore. Si sperimenteranno altresì metodologie per incrementare e raffinare le dette abilità attraverso l’integrazione di conoscenza specifica e l’adattamento linguistico al dominio di interesse. Il progetto si articolerà lungo due direttrici principali, una volta al reperimento e, quando necessario, alla creazione di risorse linguistiche specifiche per la varietà oggetto di esame, l’altra incentrata sulla scelta, la valutazione e il raffinamento di Language Models per la loro applicazione a casi d’uso specifici di varia natura e compiti linguistici di diversa complessità nell’ambito del dominio di riferimento.
Prof. A. Lenci (supervisore) – Prof. L. Passaro (co-supervisore)
Dott.ssa Olga Kobzeva
La lingua del diritto in traduzione: “estraniare” o “addomesticare”? Analisi linguistica, contrastiva e traduttiva dei testi giuridici fra italiano e russo
[L-LIN/21]
Il presente progetto di ricerca intende indagare la natura complessa del testo giuridico e si articola nell’esaminare i tratti linguistici e testuali, quali la trasparenza, la mono-/polisemia, la (non)universalità del concetto giuridico, il carattere performativo dell’unità normativa. Si esaminano inoltre l’economia linguistica (nonché ridondanza) e le strategie del parlante, utilizzate nel lessicalizzare un concetto giuridico, per attribuirgli un carattere prescrittivo. Il progetto propone un nuovo metodo di ricerca che contribuirà a rivalutare la macrofunzione comunicativa del messaggio giuridico, dove verrà privilegiato il suo elemento pragmatico. Così lo studio si focalizzerà sulla (neuro)percezione del messaggio, dal punto di vista del recipiente comune, ovvero sulla (neuro)percezione delle strutture superficiali e profonde dell’unità giuridica, fino ad ora non essendo stato l’oggetto della ricerca. Attraverso un’analisi linguistica contrastiva dei testi normativi tra l’italiano, il francese e il russo, verranno delineate convergenze e divergenze nella codifica giuridico-concettuale. In tale ottica si studierà il ruolo del traduttore nel suo approccio a estraniare oppure ad addomesticare, nei testi vincolanti, ovvero nell’adottare le due strategie offerte dalla Translation Studies, e ci si interrogherà su quale strategia dovrà essere privilegiata, nonché sulle ragioni di tale scelta. In ultima istanza verranno sintetizzati errori traduttivi, ovvero mistakes e errors, e le loro cause. La mia ricerca, che sarà altresì di carattere applicato, si baserà sui dati empirici, e mira a proporre nuove cause di errori traduttivi, determinate da fattori cognitivi e folk linguistici.
Supervisore: Prof.ssa Viktoria Lazareva – Co-supervisore: Prof.ssa Luisa Ruvoletto
CURRICULUM LETTERARIO
Dott.ssa Elena Bastianoni
elena.bastianoni@phd.unipi.it
La narrativa della pandemia a salvaguardia del patrimonio culturale: il caso della letteratura anglofona
[L-LIN/10]
Il presente progetto di ricerca esplorerà alcune delle rappresentazioni più significative del fenomeno pandemico nella letteratura anglofona, tracciando un percorso che si estenderà a partire dal XIX secolo fino alla contemporaneità. Considerando il concetto di memoria culturale formulato da Assmann e l’importanza delle digital humanities nella ripresa dal fenomeno pandemico, questo studio indagherà come la letteratura anglofona abbia rappresentato pandemie immaginarie o realmente accadute ricoprendo un ruolo fondamentale nella tutela del patrimonio culturale, in vista della creazione di un atlante della pandemia in formato digitale. Esaminando le opere di Margaret Atwood, Meg Mundell e Emma Donoghue, rispettivamente The Year of the Flood, The Trespassers e The Pull of the Stars, si tenterà di individuare nella letteratura anglofona di tema pandemico come un punto di osservazione privilegiato dal quale studiare il legame tra ecologia danneggiata e pandemia, con particolare attenzione all’ecocritica e al genere distopico. Indagando le nozioni di trauma e guarigione psicofisica, il progetto esplorerà il ruolo della letteratura anglofona di tema pandemico come un potente mezzo per diffondere consapevolezza del trauma inflitto dalla pandemia, offrendo soluzioni pratiche in momenti di crisi e promuovendo l’importanza di cooperazione e solidarietà, unitamente al rispetto per l’ambiente e la promozione di una pacifica coesistenza tra tutti gli esseri viventi che popolano la terra.
Supervisore: prof.ssa Biancamaria Rizzardi, prof. Fausto Ciompi
Dott. Angel Antonio De Oliveira Amata
a.deoliveiraamata@studenti.unipi.it
Reimagining Literature: A Comparative Analysis of Novels and Graphic Novels.
[L-LIN/10]
Il presente progetto si propone l’obiettivo di analizzare una selezione di opere dell’Ottocento letterario anglofono attraverso il medium delle graphic novels. La ricerca, che interseca i campi degli adaptation studies e dei comics studies, intende appuntare l’attenzione sul profondo legame tra il mondo letterario e quello del racconto grafico, dalle influenze moderniste dei primi decenni del Novecento al transmedia storytelling contemporaneo. Lo studio si focalizzerà su diversi aspetti di critica letteraria e analisi del testo: da un lato, esso consentirà di affrontare questioni di carattere teorico — semiotico e narratologico — che investono le problematiche connesse con il passaggio dal medium linguistico a un prodotto ibrido come la graphic novel, in cui s’intrecciano diversi linguaggi; dall’altro, permetterà di considerare le più ampie implicazioni culturali insite nell’appropriazione dei classici della letteratura, testi canonici appartenenti alla cultura highbrow più tradizionale, da parte di un genere inequivocabilmente ascrivibile, almeno fino a una certa altezza temporale, alla cultura popolare, che si è progressivamente conquistata una posizione centrale nel dibattito critico contemporaneo dai pronunciamenti di Umberto Eco fino ai cultural studies.
Supervisori: prof.ssa Roberta Ferrari, prof.ssa Sara Soncini
Dott.ssa Alessia Guidi
alessia.guidi@phd.unipi.it
Pars construens della fantascienza al femminile: esperienze di confine, ibridismo ontologico e spazi dell’alterità
[L-LIN/10]
Il presente studio intende delineare le strategie retorico-comunicative, le valenze simbolico-archetipiche e le cifre stilistiche della letteratura utopico-distopica e fantascientifica a firma femminile appartenente al contesto anglo-americano della seconda metà del Novecento. Particolare attenzione sarà rivolta alla conformazione dei fictional worlds che, nel loro offrire prospettive alternative rispetto all’universo fenomenico, rivelano alcuni aspetti occulti del reale e dell’essere. Dopo un’attenta analisi intorno a scenari idilliaci o catastrofici di natura fantasiosa, proiettati nel futuro o estrapolati da tempi remoti, la ricerca si propone di ampliare gli orizzonti conoscitivi del lettore attraverso un’esplorazione del “paesaggio enigmatico” della mente del personaggio che mai prescinde dall’immaginario antropologico. In quest’ottica, l’indagine mira a rimarcare in modo chiaro l’interrelazione fra (ri)configurazione dell’identità, ibridismo ontologico e creazione di mondi paralleli. Riflettere sul rapporto tra novum, riproduzione e trasfigurazione della realtà e ricezione del testo consentirà sia di valorizzare le potenzialità critiche del genere fantascientifico a firma femminile, sia di esplorare le varie declinazioni dell’umano a partire da una prospettiva che tiene conto della complessità, delle omologie e al contempo della singolarità di ciascuno di noi.
Supervisori: prof.ssa Laura Giovannelli, prof.ssa Simona Beccone (docente esterno al dottorato)
Dott. Andrea Lupi
andrea.lupi@phd.unipi.it
“You must not deny the body”: Corporeal Encounters in T. S. Eliot’s Writings
[L-LIN/10]
Il presente progetto di ricerca intende esaminare la rilevanza della sfera corporea e della sua interazione con la realtà all’interno delle opere di T. S. Eliot, includendo la sua produzione poetica, critica e drammatica. Attraverso un’analisi di una selezione di testi primari e della relativa letteratura critica, il mio progetto dottorale sostiene l’esistenza di una correlazione tra corporeità e letteratura nel modernismo, e in particolare in Eliot, esplorata qui in termini sia critici che estetici. Facendo riferimento ad un’idea di corpo come elemento performativo e interrelazionale, il progetto contribuirà all’attuale rivalutazione e rilettura dell’opera eliotiana, restituendo un’ulteriore chiave di lettura, fino ad ora solo parzialmente riconosciuta dalla critica, e facendo luce sulla complessità e pluralità di esperienze e temi mediati dal corpo, tra cui l’epistemologia, il genere e la sessualità, il rapporto con il non-umano. Ci si interrogherà quindi su come Eliot si relazioni con la questione della corporeità nei suoi scritti, su quale comprensione del rapporto tra corpo e mondo ne emerga, e in che modo l’autore interagisca con il dibattito culturale e scientifico a lui contemporaneo circa la natura e il funzionamento del corpo.
Supervisori: prof.ssa Laura Giovannelli, prof. Fausto Ciompi
Dott.ssa Caterina Russo
caterina.russo@phd.unipi.it
L’esilio nella letteratura spagnola del Secolo d’Oro
[L-LIN/05]
Il progetto di ricerca intende offrire uno studio sull’esilio nella produzione letteraria del Secolo d’oro spagnolo, in relazione alla categoria del destierro. In prima istanza si definisce lo stato dell’arte dell’esilio come tema letterario, a partire dagli strumenti forniti dalla critica tematica. In seguito, si fissa l’oggetto della ricerca, delimitando una serie di categorie funzionali per l’analisi critica dei casi letterari di riferimento. Infine, viene presentato il corpus testuale, indicando i risultati attesi della sua analisi in chiave tematica. Per quanto riguarda il tema, il termine destierro (privazione della terra, come dimostra il suffisso proprietario des-), fa riferimento all’istituzione giuridica, di evidente carattere coercitivo, che prevedeva un allontanamento spaziale dal luogo di residenza, per ristabilire l’equilibrio dei poteri. Attualmente, si evidenzia la mancanza di uno studio tematico relativo a questa modalità del tema. Si tenterà, quindi, di offrire un’analisi critica degli aspetti più puramente filologico-letterari, ma da una prospettiva globale e trasversale che possa, inoltre, toccare diversi settori di ricerca (ad esempio questioni di carattere socioculturale o politico-filosofico).
Supervisori: prof. Enrico Di Pastena, prof.ssa Federica Cappelli
CURRICULUM LINGUISTICO
Dott. Matteo Berni (XXXVII ciclo)
matteo.berni@phd.unipi.it
[L-LIN/09]
I lusismi in italiano dal XVI secolo ai giorni nostri
La mia ricerca utilizza i lusismi attestati nei principali dizionari monolingui dell’italiano e del portoghese, risalenti a un arco cronologico che va dal XVI secolo ai giorni nostri, per ricostruire i fenomeni storici che hanno comportato il contatto tra queste due lingue romanze durante questo periodo di tempo. La frequenza di lusismi selezionati in corpora dell’italiano sarà comparata con la frequenza dei rispettivi etimi in corpora del portoghese tramite SketchEngine. Ulteriori nozioni sulle fonti testuali dei prestiti saranno approfondite per mezzo di studi filologici sui testi e sui loro autori. Successivamente, saranno comparati i lemmi del lusismo e dell’etimo in dizionari monolingui per identificare le accezioni più frequenti di ciascun termine nelle due lingue a contatto. Sarà tenuta in considerazione ogni variante distopica del portoghese; tuttavia, l’italiano sembra aver accettato un maggior numero di prestiti dalla variante brasiliana rispetto a quella europea, come dimostrato dall’alta frequenza di cognomi italiani presso la popolazione brasiliana e dalla diffusione del dialetto veneto “Talian” nella zona del Rio Grande meridionale, per un totale di 500.000 parlant. Dunque, diverse fasi e tipologie di contatto linguistico saranno analizzate col supporto di fonti storiche, corpora, e una ricostruzione filologica dei testi in portoghese brasiliano risalenti a questo arco cronologico. Questo studio integra gli studi di linguistica areale della tradizione romanistica con una nuova prospettiva sul contatto tra la cultura italiana e quella portoghese, separate da una significativa distanza geografica, e sui contatti tra domini linguistici della Románia con aree linguistiche della Románia Nuova.
Supervisore: prof.ssa Monica Lupetti.
Dott.ssa Paola Esposito
paola.esposito@phd.unipi.it
Il futuro tra temporalità e modalità: i percorsi della tipologia diacronica
[L-LIN/01]
Il progetto si propone di analizzare, nell’ottica della tipologia diacronica, la grammaticalizzazione della morfologia del futuro in arabo classico e in alcune varietà arabe del Maghreb. A fronte dei processi di grammaticalizzazione attualmente riconosciuti in tale ambito di studi, sarà vagliata la possibile esistenza di percorsi alternativi, con particolare riferimento alle fonti lessicali da cui le lingue sviluppano la morfologia del futuro. A tale scopo, l’indagine prevede un ampliamento della base dei dati sia sull’asse diatopico che su quello diacronico, attraverso l’inclusione di varietà per lo più sottorappresentate negli studi tipologici condotti su questo argomento. L’obiettivo sarà perseguito prestando particolare attenzione alle funzioni modali che possono essere codificate dai morfemi di futuro: tali funzioni costituiscono una fondamentale indicazione per far luce non solo sui meccanismi semantici che soggiacciono allo sviluppo di valori futurali, ma anche sulla natura di questa categoria linguistica intrinsecamente ambigua.
Supervisori: prof. Francesco Rovai, prof. Daniele Mascitelli (docente esterno al dottorato)
Dott.ssa Agnese Lombardi
agnese.lombardi@phd.unipi.it
Neural Language Model arricchito con rappresentazioni di semantica lessicale e implicazioni cognitive
[L-LIN/01]
Il progetto ha lo scopo di creare un Neural Language Model basato su Transformer che arricchisce le rappresentazioni semantiche che vengono acquisite automaticamente durante l’addestramento, con informazioni di semantica lessicale. Le rappresentazioni arricchite saranno costruite utilizzando dei grafi che estraggono le informazioni da corpora parsificati, usando le dipendenze sintattiche come approssimazioni delle proprietà semantiche. L’ipotesi è che queste rappresentazioni arricchite determinino un miglioramento nell’elaborazione di task che richiedono una complessa composizionalità semantica. Il modello verrà, successivamente, ritoccato in modo da eseguire task con diverse possibili applicazioni reali. Infine, il modello verrà valutato proprio nell’elaborazione di diversi task linguistici, comparandone la performance con quella dei parlanti sugli stessi task.
In generale, il progetto, vuole apportare un contributo allo stato dell’arte su tre prospettive. Prima tra tutte, quella computazionale, migliorando il modo in cui questi modelli gestiscono la composizionalità semantica. La seconda è quella linguistica, perché il progetto si propone di chiarire come le proprietà semantiche considerate interagiscono tra di loro e come vengono utilizzate dai parlanti per il completamento di task morfosintattici. L’ultima prospettiva è quella cognitiva, in quanto la correlazione tra i risultati collezionati dal modello e quelli raccolti dai parlanti, ci permetterà di definire se il modello può essere considerato anche un modello cognitivo di processamento del linguaggio naturale.
Supervisori: prof. Alessandro Lenci, prof.ssa Domenica Romagno
CURRICULUM LETTERARIO
Dott. Pierpaolo Amenta
p.amenta@studenti.unipi.it
Tradurre il Marocco letterario di espressione francese tra XX e XXI secolo: Elisa Chimenti, Driss Chraïbi e Mahi Binebine. Per uno studio sull’eterolinguismo e sulla fraseologia transculturale.
[L-LIN/03]
Il presente progetto di ricerca si prefigge l’obiettivo di mettere in risalto le modalità con cui, nel processo traduttivo, l’eterolinguismo e il contatto tra lingue e culture genera un arricchimento linguistico-culturale nell’idioma d’arrivo, segnatamente in italiano per mezzo della comparazione con lo spagnolo e l’inglese.
L’oggetto di studio è un corpus basato sulla scrittura di alcuni autori le cui opere si collocano nella produzione letteraria marocchina d’espressione francese. Il corpus comprende tre autori appartenenti a tre generazioni distinte: Elisa Chimenti (1883-1969), Driss Chraïbi (1926-2007) e Mahi Binebine (1959- ), e sarà studiato in una prospettiva essenzialmente traduttologica e di per sé transdisciplinare, attingendo principalmente alla letteratura comparata differenziale, alla sociolinguistica del contatto e alla fraseologia. Si tratterà pertanto di indagare in diacronia, per mezzo della comparazione e in taluni casi della genetica dei testi e delle traduzioni, le modalità con cui le porzioni di testo eterolingue sono state testualizzate e successivamente tradotte nelle altre lingue di ricezione, prestando particolare attenzione agli inserti lessicali e ai fraseologismi che attestano interferenze linguistiche e culturali. Ove possibile si tenterà di prendere in considerazione le alterità linguistiche e culturali rimaste intrappolate nel testo fonte.
Supervisore: Prof.ssa Antonietta Sanna – Pisa
CURRICULUM LINGUISTICO
Dott. Daler Tashkhuzhaev
daler.tashkhuzhaev@phd.unipi.it
L’interferenza linguistica nell’apprendimento dei verbi inaccusativi nell’italiano L2 degli studenti russofoni
[L-LIN/02]
Il presente progetto di ricerca si propone di indagare le potenziali implicazioni dell’intransitività scissa sull’acquisizione della sintassi verbale dell’italiano L2 da parte degli apprendenti russofoni. Anche se entrambe le lingue dispongono di verbi inaccusativi, la loro distribuzione e le loro caratteristiche morfosintattiche possono variare notevolmente, causando potenziali fenomeni di interferenza linguistica. Questo studio mira a mostrare in che modo gli errori nella selezione dell’ausiliare dei verbi intransitivi italiani che si riscontrano nella produzione linguistica degli apprendenti russofoni possono essere spiegati sulla base delle differenze nella rappresentazione morfosintattica dell’intransitività scissa nelle due lingue. Applicando il metodo dell’analisi contrastiva ai dati sperimentali forniti dagli apprendenti russofoni dell’italiano L2, questo progetto intende studiare la potenziale applicazione dell’ipotesi di inaccusatività (unaccusative hypothesis) nell’insegnamento dell’italiano L2.
Supervisore: Prof.ssa Francesca Gallina – Pisa
L’elenco dei dottori di ricerca dal 2003 ad oggi è disponibile nella sezione dedicata.