XXXIX ciclo (a.a. 2023-2024)

CURRICULUM LETTERARIO

Dott.ssa María Helena Fernández Serrano

mariahelena.fernandezserrano@phd.unipi.it

Un abanico de llamas: análisis y comentario de la poesía ultraísta y libertaria de Lucía Sánchez Saornil

[L-LIN/05]

 

Il progetto intende analizzare la produzione poetica di Lucía Sánchez Saornil, poetessa, giornalista e anarco-sindacalista femminista spagnola, attiva soprattutto nel primo terzo del XX secolo con pubblicazioni su riviste letterarie di diverso respiro ed orientamento –provinciali, moderniste, avanguardiste, anarchiche, femministe-. Lo studio prenderà in considerazione le composizioni poetiche legate al movimento spagnolo d’avanguardia dell’Ultraísmo, del quale Saornil fu l’unica voce femminile, e le composizioni che traggono ispirazione dall’attivismo socio-politico dell’autrice. Con l’obiettivo di mettere in luce il valore estetico-letterario e non solo pioneristico e militante della sua opera, la ricerca si focalizza innanzitutto sull’analisi del testo poetico, mediante un approccio critico di tipo filologico e stilistico. Infine, lo studio, elaborato in lingua spagnola, non trascurerà gli apporti dei social studies e dei gender studies per inquadrare anche in chiave politico-sociale la produzione poetica dell’autrice nelle dinamiche che caratterizzano le riviste spagnole nel periodo di riferimento.

Prof. E. Di Pastena (supervisore) – Prof.ssa F. Cappelli (co-supervisore)

 

Dott.ssa Maria Giardina 

maria.giardina@phd.unipi.it

Tempo, linguaggio e visione del mondo: uno studio del tempo e delle tecniche di composizione ricorsive nell’ultimo poema di T. S. Eliot

[L-LIN/10]

 

Il progetto di dottorato intende realizzare un lavoro di ricerca funzionale alla produzione di una nuova edizione critica dei Four Quartets di T. S. Eliot, in lingua italiana e in linea con i contributi critici internazionali. Il lavoro si propone di indagare nuove linee interpretative, che mettano in evidenza l’apertura testuale e l’attualità dell’ultimo poema eliotiano. Obiettivo principale della ricerca è l’approfondimento del tema temporale, la cui complessità caratterizza l’opera da un triplice punto di vista, formale, tematico e meta-testuale. Il tempo verrà indagato in virtù della sua funzione polivalente e strutturante, la quale intesse relazioni fra le dimensioni di temporalità, linguaggio e visione organica del mondo. A livello metodologico, la teoria letteraria sarà impiegata nell’analisi dello schema compositivo del poema, fondato sulle immagini ricorrenti. Si intende poi analizzare i rapporti fra temporalità, Storia e linguaggio, per sondare i legami fra le scelte linguistiche e il tentativo, su un piano filosofico, di scongiurare la disillusione del mondo moderno. Partendo dalle riflessioni su tali legami, si vuole esaminare il parallelismo fra dimensione scritta e lettura del testo, composizione dell’opera e ricezione della stessa. Ci si propone di indagare, infine, i punti di contatto fra la concezione temporale eliotiana e quella presente in altre opere letterarie coeve.

Prof. F. Ciompi (supervisore) – Prof.ssa L. Giovannelli (co-supervisore)

 

Dott.ssa Teresa Lombardi

teresa.lombardi@phd.unipi.it

Le relazioni culturali tra la penisola italiana e il gran principato di Mosca tra il XV e il XVI secolo: itinerari, protagonisti, testimonianze

[L-LIN/21]

 

Il presente progetto di ricerca si propone di contribuire a ricomporre una panoramica dei rapporti tra gli Stati della penisola italiana e la Moscovia nel periodo a cavallo tra XV-XVI sec., nelle loro declinazioni politicodiplomatiche, ma anche e soprattutto culturali – letterarie, artistiche e architettoniche. Ciò mirerà anche ad evidenziare la vicinanza della temperie culturale moscovita del tempo con l’Umanesimo e il Rinascimento italiano, di cui si sta attualmente occupando una fetta importante della comunità scientifica di ambito slavistico. L’influenza dell’Italia umanista e rinascimentale sul gran principato di Mosca, infatti, risulta evidente in campo letterario – con le massicce traduzioni di testi latini e greci di ambito ecclesiastico – e architettonico – furono gli architetti italiani a costruire il Cremlino di Mosca. Allo stesso tempo, nelle opere letterarie – trattati etno-geografici – e artistiche – la Dama con l’ermellino – italiane, emerge un interessamento tutto rinascimentale verso l’ancora poco nota terra russa. Pertanto, a partire dalla letteratura scientifica attuale, attraverso un censimento delle fonti coeve edite e inedite, si compileranno due inventari, uno dei personaggi artefici di questi rapporti e l’altro delle loro testimonianze, con l’obiettivo di compiere un primo passo nella realizzazione di una visione di insieme che ad ora invece manca. Tramite questi inventari sarà anche possibile mettere in luce i momenti storici di contatto più rilevanti, la natura stessa degli scambi, la loro unilateralità o reciprocità in determinati ambiti. Infine, saranno selezionate e studiate approfonditamente una serie di testimonianze rappresentative, al fine di fornire uno spaccato del quadro storico e culturale come venne percepito dai contemporanei.

Prof.ssa F. Romoli (supervisore) – Prof. M. Sabbatini (co-supervisore)

 

Dott.ssa Camilla Predieri

camilla.predieri@phd.unipi.it

Gli adattamenti teatrali di Albert Camus: una traduzione intersemiotica e interlinguistica

[L-LIN/03]

 

Il progetto intende fornire un’analisi completa degli adattamenti teatrali operati da Albert Camus. Più in particolare, si propone di offrire un approfondimento e una spiegazione dettagliata di ciascuna trasposizione per la scena. Lo studio si concentrerà sulla portata letteraria delle opere originali, per poi focalizzarsi sulla variante proposta dall’autore franco-algerino. Si ragionerà anche sui drammi pubblicati postumi e sulle pièce che, pur non essendo dichiaratamente adattamenti, sembrerebbero però fortemente ispirate a testi precedentemente redatti. Godranno di particolare attenzione le variazioni contenutistiche delle trame, il processo di traduzione intersemiotica attuata dal drammaturgo nel passaggio da un genere letterario all’altro e la traduzione interlinguistica: Albert Camus ha infatti adattato opere di autori, epoche e lingue differenti. Nel nostro elaborato, il corpus principale per valutare la traduzione interlinguistica verterà sugli adattamenti Un cas intéressant, Requiem pour une nonne e Caligula: le trame proverrebbero rispettivamente da testi di Dino Buzzati, William Faulkner e Gaio Svetonio Tranquillo e farebbero dunque riferimento a una traduzione dall’italiano, dall’inglese americano e dal latino. Al tempo stesso, si cercherà di delineare aspetti comuni e segnalare le divergenze interne all’attività di adattamento di Albert Camus, per tentare un’unità e un’indagine generale ed esaustiva del fenomeno. Infine, si valuterà la ricezione delle opere originali e adattate nel panorama culturale del tempo.

Prof.ssa B. Sommovigo (supervisore) – Prof.ssa A. Sanna (co-supervisore)

 

CURRICULUM LINGUISTICO

Dott.ssa Bianca Abbà

bianca.abba@phd.unipi.it

Incontri vocalici interni ed esterni: discrepanze e continuità

[L-LIN/01]

 

Il presente progetto di dottorato nasce dalla lacuna in letteratura di studi dettagliati, sia qualitativi che quantitativi, sulle differenze tra iato e dialefe e dittongo e sinalefe. Lo studio prende le fila da lavori precedenti che approfondiscono le differenze tra dittonghi ascendenti e discendenti e tra dittonghi e iati; partendo dai risultati ottenuti ne riprende anche i metodi. L’analisi del fenomeno verrà basata su un corpus costituito da registrazioni di tre diversi stili di parlato, differenziati rispetto all’asse diafasico: il parlato letto formale, il parlato letto informale e il parlato spontaneo, ottenuto grazie alla rielaborazione libera del testo informale. I dati acquisiti saranno utilizzati per studiare gli incontri vocalici interni ed esterni: per individuare possibili predittori delle diverse realizzazioni nel caso di incontri vocalici esterni e per studiare le differenze tra le realizzazioni interne ed esterne dell’esito tautosillabico ed eterosillabico degli incontri vocalici. Il progetto ha quindi lo scopo di arricchire il panorama di conoscenze che trattano gli incontri vocalici per permettere di raggiungere una simmetria nelle informazioni che abbiamo riguardo il loro comportamento sia in un contesto più normato, come quello interno, che in un contesto strettamente legato ad altre caratteristiche dell’eloquio, come quello esterno.

Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)

 

Dott. Alessio Agolino

alessio.agolino@phd.unipi.it

I dialetti di Scicli e Modica a confronto

[L-LIN/01]

 

Il progetto è finalizzato allo studio delle differenze fonetiche tra il dialetto di Scicli e quello di Modica. Nonostante la vicinanza geografica tra le due città, i rispettivi dialetti sembrano mostrare delle divergenze riguardanti l’esito di alcuni nessi consonantici latini. In particolare, il dialetto di Scicli presenterebbe alcuni tratti fonetici che lo differenzierebbero dagli altri dialetti della Sicilia sud-orientale e che farebbero di Scicli una enclave linguistica. Tra i nessi latini oggetto di studio vi sono quelli che in siciliano sono solitamente soggetti a fenomeni di palatalizzazione (-BL-, -PL-, -GL-, -CL-, -TL-, -LJ-, -BJ-, -VJ-, -DJ-, -TJ-, C, G + E, I). Per alcuni di questi nessi i due dialetti presentano degli esiti diametralmente opposti: se a Modica -CL-, -PL-, -TL- danno un esito affricato [t(ː)ʃ], per es. PLUMBUM > [ʧ]ummu ‘piombo’, MACULA > ma[tːʃ]a ‘albero’, a Scicli si trova [kj]ummu o [c]ummu e ma[kːj]a o ma[cː]a, ovvero un’articolazione che oscilla tra una velare coarticolata e un’occlusiva palatale. Parimenti, se per i nessi del tipo C + yod a Modica l’esito è un’occlusiva palatale sonora [ɟː], per es. CAVEA > ca[ɟː]a ‘gabbia’, il dialetto sciclitano risponde con un’affricata [dːʒ], per cui si avrà ca[dːʒ]a. Intendiamo, inoltre, analizzare anche gli esiti sibilanti in corrispondenza di -STR- e /rː/, come in STRATA > [ʂː]ata, FERRUM > fie[ʂː]u, e il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica /s/ → [ʃ] /_C, per es. [ʃ]tiḍḍa ‘stella’, [ʃ]cupa ‘scopa’, [ʃ]pertu ‘furbo’, che interessa tutta la Sicilia sud-orientale. Per le finalità del progetto di ricerca è prevista un’inchiesta dialettale destinata al reperimento del materiale audio e di un numero sufficientemente ampio di dati, per poter condurre un’accurata analisi acustica e statistica. Particolare attenzione verrà data agli aspetti sociolinguistici, come l’età e il genere, con l’obiettivo di documentare eventuali mutamenti non solo sul piano diastratico e sincronico, ma anche sul piano diacronico (apparent time hypothesis). Infine, i fenomeni presi in esame verranno inquadrati all’interno delle teorie fonologiche più recenti, in particolare il modello CVCV. Lo statuto sillabico della sibilante implicata sarà oggetto di studio, per comprendere fino a che punto e in che misura il processo di ritrazione della sibilante preconsonantica possa rappresentare una spia di extrasillabicità. Saranno studiati in chiave fonologica anche i processi di palatalizzazione, la cui analisi è finalizzata allo studio dell’incidenza dei fattori posizionali e/o melodici sulla base delle evidenze fonetiche e della scansione eterosillabica dei nessi C + yod. L’eterosillabicità di /j/ in questi nessi è stata impiegata in letteratura per spiegare il fenomeno di Coda Mirror e i processi di palatalizzazione mediante il rafforzamento di yod nell’evoluzione dal latino alle lingue romanze. Il progetto mira a fornire ulteriori evidenze a sostegno di questo fenomeno.

Prof.ssa G. Marotta (supervisore) – Prof.ssa S. Calamai (co-supervisore)

 

Dott.ssa Valeria De Rose

valeria.derose@phd.unipi.it

L’aoristo in -ην nel greco postclassico tra medialità e usi passivi: dalla Bibbia dei LXX al Nuovo Testamento.

[L-LIN/01]

 

Il progetto è volto ad indagare quali siano i principi che soggiacciono all’organizzazione funzionale dell’aoristo in -ην nella Bibbia dei LXX e nel Nuovo Testamento, al fine di far luce sulla convergenza funzionale di usi mediali e passivi che caratterizza tale aoristo nel greco postclassico (cf. Swete 1914, Browning 1983, Conybeare & Stock 1988, Horrocks 2010, Voitila 2016). L’originaria funzione prototipica dell’aoristo in -ην risiede nella codifica dell’anticausativo (Romagno 2014): i valori passivi, riflessivi e temporali sono epifenomeni di tratti verbali incompatibili con una rappresentazione anticausativa dell’evento (cf. Romagno 2010, 2021). Dal momento che la progressiva evoluzione del sistema verbale greco mostra una sovrapposizione tra diatesi media e passiva, si intende esaminare le proprietà funzionali delle forme di aoristo in -ην del greco biblico per dar ragione dei percorsi del mutamento di questa categoria morfologica (cf. Lazzeroni 2005). Pertanto, si ritiene necessario procedere su più fronti: in primo luogo, attraverso l’analisi funzionale degli aoristi in -ην nella LXX, in un confronto sistematico con l’ebraico biblico, con particolare riferimento alla categoria verbale del niphal. Ciò consentirà anche di dar ragione dell’eventuale influsso esercitato dall’ebraico e dall’aramaico sulla resa greca del testo biblico. In secondo luogo, verranno analizzati i dati offerti dal Nuovo Testamento (cf. Blass, Debrunner & Funk 1961, Janse 1998, 2002, 2007, 2014, Mancini 2013). Si intende, dunque, fornire un quadro teorico omogeneo per l’interpretazione funzionale, da un lato, della convergenza di medio e passivo nel sistema verbale greco in epoca postclassica, dall’altro, dei principi soggiacenti al percorso di tale mutamento.

Prof.ssa D. Romagno (supervisore) – Prof. P.G. Borbone (co-supervisore)

 

Dott. Mattia Proietti

mattia.proietti@phd.unipi.it

Modelli di Intelligenza Artificiale per l’analisi semantica automatica dei testi della Pubblica Amministrazione con particolare riferimento ai testi giuridici

[L-LIN/01]

 

Lo studio si propone di sperimentare le più recenti tecniche computazionali per analizzare le competenze
linguistiche di comprensione (Natural Language Understanding) e produzione (Natural Language Generation)
esibite dai cosiddetti Large Language Models (LLM) per valutarne specificamente le abilità nell’applicazione a testi redatti in varietà settoriali afferenti alla Pubblica amministrazione e al dominio giuridico. In particolare, si valuterà la capacità dei LLM di generare rappresentazioni linguistiche coerenti e di estrarre e/o generare informazioni pertinenti rispetto a testi di settore. Si sperimenteranno altresì metodologie per incrementare e raffinare le dette abilità attraverso l’integrazione di conoscenza specifica e l’adattamento linguistico al dominio di interesse. Il progetto si articolerà lungo due direttrici principali, una volta al reperimento e, quando necessario, alla creazione di risorse linguistiche specifiche per la varietà oggetto di esame, l’altra incentrata sulla scelta, la valutazione e il raffinamento di Language Models per la loro applicazione a casi d’uso specifici di varia natura e compiti linguistici di diversa complessità nell’ambito del dominio di riferimento.

Prof. A. Lenci (supervisore) – Prof. L. Passaro (co-supervisore)

 

Dott.ssa Olga Kobzeva

olga.kobzeva@phd.unipi.it

La lingua del diritto in traduzione: “estraniare” o “addomesticare”? Analisi linguistica, contrastiva e traduttiva dei testi giuridici fra italiano e russo

[L-LIN/21]

 

Il presente progetto di ricerca intende indagare la natura complessa del segno giuridico e si articola nell’esaminare i tratti linguistici e testuali, quali la trasparenza, la mono-/polisemia, la (non)universalità del concetto giuridico, il carattere performativo e perlocutivo dell’unità normativa. Si esamina inoltre l’economia linguistica e le strategie del parlante, utilizzate nel lessicalizzare un concetto giuridico, per attribuirgli un carattere prescrittivo. Il progetto propone un nuovo metodo di ricerca che contribuirà a rivalutare la macrofunzione comunicativa del messaggio giuridico, dove verrà privilegiato il suo elemento pragmatico. Così lo studio si focalizzerà sulla (neuro)percezione del messaggio, dal punto di vista del recipiente comune, ovvero sulla neuropercezione delle strutture superficiali e profonde dell’unità giuridica, fino ad ora non essendo stato l’oggetto della ricerca. Attraverso un’analisi linguistica contrastiva dei testi normativi tra l’italiano, il francese e il russo, verranno delineate convergenze e divergenze nella codifica giuridico-concettuale. In tale ottica si studierà il ruolo del traduttore nel suo approccio a estraniare oppure ad addomesticare, nei testi vincolanti, ovvero nell’adottare le due strategie offerte dalla Translation Studies,  e ci si interrogherà su quale strategia dovrà essere privilegiata, nonché sulle ragioni di tale scelta. In ultima istanza verranno sintetizzati errori traduttivi, ovvero mistakes ed errors, nonché le loro cause. La mia ricerca, che sarà altresì di carattere applicato, si baserà sui dati empirici, e mira a proporre nuove cause di errori traduttivi, determinate da fattori cognitivi e folk linguistici.

Supervisore: Prof.ssa Viktoria Lazareva – Co-supervisore: Prof. Luisa Ruvoletto

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